Covid, saltano eventi estate in Piazza Verdi: "Rischio deserto sociale, tra spacciatori e polizia"

Le finalità ora "risultano attualmente di difficile convivenza", causa emergenza sanitaria: "Ci si renderà conto che questo vuoto è insostenibile"

Salta il bando del Comune di Bologna per le attività culturali estive in piazza Verdi e dintorni. L'avviso pubblico, approvato lo scorso 22 gennaio, alla vigilia dell'arrivo dell'epidemia in Italia, è stato revocato: "Le contingenze sociali ed economiche legate allo stato di emergenza sanitaria determinato dall'epidemia di Covid-19 hanno imposto riflessioni sulla programmazione e la definizione dell'offerta culturale e delle attività che potranno essere proposte- si legge nell'atto- oltre che valutazioni di tipo amministrativo-contabile". In pratica le finalità ora "risultano attualmente di difficile convivenza con il contesto sopra delineato e che verosimilmente si presenterà nei prossimi mesi".

"Una scelta impegnativa", commenta su Facebook il portavoce del Comitato piazza Verdi, Otello Ciavatti, "perchè fra le attività previste c'erano dibattiti culturali, presentazione di libri e rassegne dedicate alla scoperta dei tesori della zona universitaria, in breve quelle attività non certamente invasive e controllabili che abbiamo sempre ritenuto necessarie per esercitare un controllo sociale sulle dinamiche irregolari della zona". Per Ciavatti, "sicuramente è necessario rispettare le norme volte a salvaguardare la salute della comunità, ma non vorremmo che un territorio così complesso e spesso inquinato da fenomeni di illegalità diventasse un'arena dove si alternano bande di spacciatori e cellulari di poliziotti e carabinieri in un deserto sociale". Per questi motivi, "pensiamo assieme- propone Ciavatti- un progetto leggero, possibile fatto di incontri e attività in grado di intrecciare benessere e comunicazione".

Polemico Marcello Corvino, direttore artistico dell'ultimo Piazza Verdi Village, che cita la promozione dello speciale dell'1 maggio de "Il volo del colibrì", il programma di social tv lanciato dal Comune: e cioè "a Bologna abbiamo l'ambizione di dimostrare che la cultura è lavoro". Ma, punge Corvino, peccato che lo stesso Comune abbia revocato il bando per piazza Verdi e quindi vengono "cancellati 100.000 euro di sostegno alle attività culturali e a un efficace contrasto al degrado urbano. In compenso domani Paolo Fresu, Lo Stato Sociale, Francesco Guccini, i Modena City Ramblers ci spiegheranno che la cultura è lavoro". Per Corvino "è il modello Netflix che piace tanto a Franceschini, lavoro virtuale e stipendi virtualissimi".

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Dice la sua anche Carlo Terrosi, il presidente della cooperativa Le Macchine Celibi, che ha gestito il Piazza Verdi Village. Con la revoca del bando l'area "questa estate resterà vuota. Un vuoto pericoloso- scrive Terrosi su Facebook- che sarà riempito dalle male frequentazioni e dalle risse tra le bande degli spacciatori, come dimostrano i recenti episodi di cronaca". Corvino nei giorni scorsi avrebbe proposto all'assessore alla Cultura, Matteo Lepore, di rimodulare il progetto per l'estate in piazza Verdi, con un programma di conferenze, senza assembramenti, garantendo sicurezza e distanze "evitando di lasciare un vuoto, e garantendo un presidio culturale, necessario in una area così a rischio - continua Terrosi - anche per rilanciare il lavoro nella cultura e le attività commerciali della zona". Evidentemente la proposta non ha trovato accoglimento e per Terrosi, ora, si manifesta una doppia preoccupazione: "Temo quindi da un lato un 'deserto' riempito dagli spacciatori e dall'altro che, quando ci si renderà conto che questo vuoto è insostenibile, si proceda ancora una volta in emergenza, all'ultimo secondo, senza una necessaria pianificazione e coordinamento, con 'affidamenti diretti' e sovvenzioni a questo e quello, tanto per metterci una pezza". Quindi "senza passare da un bando pubblico, da una procedura pubblica di selezione, che garantisca regole, trasparenza e qualità". (dire) 

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