Coronavirus e infanzia, centri estivi: uso delle mascherine e triage all'ingresso

Le proposte per la fase 2 sono state presentate dalla vicepresidente della Regione Schlein ai ministri Azzolina (Istruzione) e Bonetti (Famiglia)

Attività preferibilmente all’aperto, aerazione costante e sanificazione degli ambienti in caso di soggiorno al chiuso, piccoli gruppi, stessi educatori, uso delle mascherine, controlli all'ingresso e grande attenzione all'igiene. Questi alcuni suggerimenti dell'Emilia-Romagna al Governo, per poter riaprire i centri estivi per i bambini nella fase 2. Le proposte sono state presentate dalla vicepresidente della Regione, Elly Schlein, questa mattina all'incontro convocato con gli enti locali dai ministri Lucia Azzolina (Istruzione) ed Elena Bonetti (Famiglia), alla presenza anche della titolare del dicastero alle Politiche sociali, Nunzia Catalfo.

Anche il presidente Stefano Bonaccini aveva fatto presente che la fase 2 avrebbe dovuto prevedere "nel rispetto delle regole, una graduale ripresa della socialità dei bambini". 

"Le famiglie, e soprattutto le donne, non possono e non devono essere lasciate sole", ha detto l'assessore al Welfare Elly Schlein, spiegando che la Regione si sta già attivando, in un confronto costante con il governo, per trovare soluzioni sicure e creative per garantire la socialità dei bambini all'aria aperta. "Stiamo valutando insieme agli enti locali di organizzare i centri estivi in piccoli gruppi, con dotazione di dispositivi di sicurezza e con grande attenzione all'igiene e alla sanificazione degli spazi. Dovrebbero essere stanziati 35milioni a livello nazionale e anche noi come Regione faremo la nostra parte."

Servizi educativi per la prima infanzia 

Mentre i Centri estivi potrebbero partire da giugno, non appena concluso il ciclo scolastico (con modalità a distanza), resta aperta la questione della sospensione dei servizi educativi per la prima infanzia (0-3 anni), caratterizzati da un contatto fisico costante, continuo, prezioso e del tutto inevitabile tra i bambini stessi e tra i bambini e gli educatori. L’auspicio è che le proposte sui centri estivi consegnate al Governo possano stimolare anche sperimentazioni utili per quanto riguarda i servizi educativi per l’infanzia.

Parliamo di servizi educativi che offrono accoglienza ai bambini piccolissimi (12-36 mesi) assieme ai loro genitori, o adulti accompagnatori. Per questo tipo di servizio si possono ipotizzare soluzioni sperimentali prevalentemente orientate al gioco, al movimento, ad attività educative guidate dall’adulto. Con particolare attenzione al problema del distanziamento fisico, perché nel caso dei bambini più piccoli le pratiche di cura che riguardano il corpo e la comunicazione affettiva sono parte essenziale del lavoro educativo; si potranno pertanto gestire seguendo specifiche indicazioni precauzionali, ma non eliminare del tutto. Così come la socialità, che essendo un bisogno primario nell’infanzia potrà essere vigilata ma non totalmente impedita.

Maggiori risorse necessarie

Una simile riorganizzazione comporta necessariamente costi aggiuntivi, legati alla necessità di un corposo potenziamento del personale (educatori e ausiliari), all’aggravio delle procedure di igienizzazione e alla gestione del triage quotidiano all’ingresso. Fondamentale quindi la prospettiva annunciata dalla Ministra Bonetti di un significativo sostegno economico dello Stato alla ripartenza in sicurezza delle attività estive, cui accompagnare lo sforzo congiunto anche di Regioni ed enti locali.

“Confermiamo dunque- ricorda la vicepresidente Schlein- la nostra disponibilità di risorse per l’abbattimento delle rette, 6 milioni di euro quest’anno, e la volontà di rivedere e potenziare ulteriormente le forme di sostegno della Regione, anche mettendo a sistema le quote derivanti dai contributi, circa 35 milioni di euro, annunciati dalla ministra Bonetti per il sostegno specifico alle attività estive, ma che speriamo possa essere più consistente. Finché dura la sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e scolastici, si è inoltre chiesto il rafforzamento delle misure di congedo parentale e permessi previsti dalla legge 104/92, e si è ipotizzato di poter ampliare le possibilità di destinazione dei bonus babysitter per poterli eventualmente destinare anche all’accesso dei Centri Estivi”. 

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