Fase due, Merola sta con Conte: "Basta con le gare, tra Regioni e tra settori, si riparte quando il rischio calerà"

In contrato con la posizione di Bonaccini

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Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, difende il premier Giuseppe Conte e mostra invece insofferenza per l'atteggiamento delle Regioni nella fase di transizione verso la fase 2 dell'emergenza coronavirus: basta con le "ingerenze" e con la "gara" sui tempi della riapertura e sui provvedimenti da adottare. Una posizione che, almeno indirettamente, pone il primo cittadino di Bologna in rotta di collisione con il presidente della regione Stefnao Bonaccini, che anzi ha espresso i propri malumori proprio per la timidezza delle riaperture, non ultima quella del settore dell'infanzia.

Malumore che Merola ha manifestato davanti alle telecamere di Rai 1, nel corso di una puntata de "La vita in diretta". Gestire una città di fronte all'emergenza coronavirus "non è facile, si possono fare errori ma l'importante è darsi tutti da fare come sta facendo la mia città. Credo che dovremo sempre più fare affidamento sulla capacità di autocontrollo e di rispetto delle norme da parte dei nostri cittadini", sottolinea il primo cittadino bolognese. "E' bene che la ripresa sia graduale perché la gradualità ci permetterà di accompagnarla in modo efficace.

E' indispensaile- sottolinea Merola- che ci siano delle linee guida nazionale certe, in particolare sull'uso dei trasporti. E'indispensabile ci sia un sistema di tracciamento del coronavirus in atto per quando si arriverà all'apertura completa". Ma Merola si aspettava una ripartenza più rapida? "No, non mi unisco a questo coro, le parole di Conte- dichiara il sindaco- sono state molto chiare. Dobbiamo tutti conservare responsabilità, è inutile dire alle persone 'avete ragione, il vostro settore poteva partire prima', è ora di finirla con questa gara tra le Regioni e le forze politiche".

Per Merola, "si apre quando c'è una diminuzione del rischio accertata dalle autorità sanitarie, quindi invito tutti a rispettare le indicazioni nazionali e come sindaci invitiamo tutte le Regioni a comprendere che il loro provvedimenti non possono essere estensivi rispetto a quelli nazionali, ma solo restrittivi".

Per quanto riguarda il commercio, è "un settore in grande crisi", riconosce Merola, sottolineando che "ci sono provvedimenti nazionali, vanno affinati soprattutto sulle modalità di erogazone, devono essere più celeri come abbiamo segnalato". Però le date per la riaperture dei negozi di abbigliamento o dei parrucchieri sono state indicate e derivano dal fatto che "c'è un ministero della Sanità, immagino, che ha presente che il rischio coronavirus non è affatto debellato. Io mi auguro che questa corsa a riaprire in qualche modo non crei divisioni inutili, perché non vorrei mai che il giorno che riprende l'epidemia, qualcuno dovesse pentirsene".

Intanto, Merola torna ad evidenziare che il comportamento dei cittadini è da promuovere. "Questa è la vera novità, non siamo in Cina, non abbiamo militarizzato niente, non abbiamo nascosto nulla e malgrado non siamo in una dittatura- afferma il sindaco- tutti i cittadini collaborano, la stragrande maggioranza e' consapevole della situazione e rispetta le norme. Questo dobbiamo coltivare e non seminare discordia". (Pam/ Dire)

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