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Carceri, il sindacato della Polizia Penitenziaria: "A Bologna 9 medici, 15 infermieri e 2 agenti infetti"

Il segretario di Giacomo: "Sono estremamente preoccupato per il possibile  propagarsi del virus tra i poliziotti penitenziari e le loro famiglie ma molto di più mi allarma un contagio di massa tra i detenuti"

Il dato sul personale sanitario con il Covid-19 certificato da tampone nel carcere di Bologna desta la preoccupazione per il propagarsi nell’istituto di pena del virus: a sostenerlo è il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Aldo di Giacomo che dice “risultano essere infetti 9 medici e  15 infermieri che prestano servizio presso il carcere di Bologna e 2 poliziotti penitenziari. Dati  confermati dai sindacati dei medici penitenziari. Sono estremamente preoccupato per il possibile  propagarsi del virus tra i poliziotti penitenziari e le loro famiglie ma molto di più mi allarma un contagio di massa tra i detenuti, il quale avrebbe effetti devastanti sul carcere che non è in grado di  reggere decine di contagi”. 

Continua Di Giacomo: “il ricovero esterno di detenuti graverebbe sull’economia già precaria delle  terapie intensive della regione. Serve con urgenza fare i tamponi a tutti i poliziotti penitenziari ed a  tutti i detenuti. Il rischio pandemia nel carcere è più di una semplice supposizione. Occorre tutelare detenuti e poliziotti per questo ho chiamato il prefetto ed ho inviato una lettera urgente al ministro  della salute. Questa grave situazione evidenzia ancora una volta l’incapacità di gestire l’emergenza da parte dell’amministrazione penitenziaria la quale sembra affidarsi alla buona sorte”. 

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