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Cronaca

Coronavirus e lavoro: sindacati denunciano problemi con cassa integrazione

Starebbe crescendo il numero di aziende che non vogliono più anticipare la cassa integrazione. "Conseguenze sul reddito di tantissimi lavoratori"

Segnali di inquietudine dal mondo produttivo. Dopo i prolungamento del lock-down fino al mese prossimo, la tensione tra sindacati metalmeccanici e aziende sta salendo.

In una nota congiunta i tre confederali Cgil, Cisl e Uil nelle loro sigle metalmeccaniche Fiom, Fim, Uilm denunciano come "negli ultimi giorni, sempre più aziende non accettano più di sottoscrivere accordi impegnandosi all’anticipo di quanto di competenza Inps, soprattutto nelle aziende che sono seguite da studi professionali o dalle associazioni artigiane". E ancora: "In questo modo chi rappresenta le imprese (spesso piccole) si assume la responsabilità di gettare le lavoratrici ed i lavoratori in una condizione di estrema emergenza reddituale".

Un crescente nervosismo serpeggia, e anche un altro dato lo conferma. "Registriamo in queste ultime ore -continua la nota- il moltiplicarsi di richieste alla Prefettura di Bologna di riprendere le attività (in modo totale o parziale) il prossimo martedì 14 aprile anche da parte di imprese che non rientrano nelle attività elencate dall'ultimo Dpcm".

In questo un ruolo lo sta giocando anche il meccanismo del silenzio-assenso della Prefettura per il tacito riavvio degli impianti, contro il quale anche Bonaccini si è pronunciato recentemente. "Denunciamo pubblicamente questi comportamenti -chiudono i sindacati- che mettono in evidenza come ci sia una parte del sistema delle imprese che rompe l’unità del Paese di fronte all’emergenza sanitaria e diffidiamo le aziende dall’agire nei modi appena indicati".

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