Scintille post-lockdown negli alloggi popolari: "E ci aspettiamo boom di richieste"

A tirar le somme è il presidente di Acer Alessandro Alberani

L'emergenza coronavirus "ha lasciato delle 'macerie sociali'", con il lockdown che "ha creato situazioni di grande tensione" nelle relazioni di vicinato nelle case popolari e con la prospettiva di "un aumento di persone che faranno domanda" per avere un alloggio Erp.

Dunque, nonostante la soddisfazione per l'azzeramento delle occupazioni nelle case popolari, il presidente di Acer Bologna, Alessandro Alberani, non si nasconde che "questo è un punto di partenza, e non dobbiamo mollare", viste le conseguenze del lockdown.

Nel corso di una conferenza stampa nella sede di Acer, Alberani snocciola alcuni dati significativi, rilevando che "nei 100 giorni di emergenza sanitaria abbiamo avuto, in città, 141 segnalazioni relative a rischi per la sicurezza, contrasti con i vicini, mancato rispetto del regolamento, uso irregolare dell'alloggio, abbandono di spazzatura e rumori molesti".

A guidare la classifica sono, con 46 e 40 segnalazioni, i Quartieri San Donato-San Vitale e Navile, seguiti dal Borgo-Reno con 26, dal Savena con 18, dal Porto-Saragozza con otto e dal Santo Stefano con tre.

"Abbiamo avuto- prosegue il numero uno di Acer- situazioni difficili in via Beroaldo e a Imola, e una serie di problemi come i subaffitti, lo spaccio e quello che è successo in questi giorni, soprattutto in San Donato e Bolognina". 

Di tutti i problemi, spiega il presidente di Acer Bologna, "abbiamo già informato il Comune, e devo dire che gli assessori Giuliano Barigazzi e Alberto Aitini sono stati molto attenti a mettere in piedi un tavolo che vuole partire dalla mediazione sociale come strumento di prevenzione, perché pensiamo che nei prossimi mesi questa situazione diventerà ancora più difficile e ci saranno sempre più persone che faranno domanda per la casa popolare".

Una crescita che, insiste Alberani, "si vede già in questi giorni: finito il lockdown le file aumentano, così come le persone che chiedono di presentare domanda, e quindi rischiamo di avere un incremento altissimo di domande".

Questo, chiosa, "ci pone un problema, anche se noi abbiamo ottemperato rigorosamente al progetto 'Mille case per Bologna', assegnando 500 case in più l'anno scorso". Tuttavia, anche se "credo che quest'anno arriveremo a 1.000 assegnazioni, non basteranno".

In quest'ottica, conclude Alberani, "crediamo che la Regione e soprattutto il Governo debbano fare la loro parte investendo di più, in particolare sul piano dei ripristini e delle ristrutturazioni delle case popolari". (Ama/ Dire)

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