Coronavirus, mascherine e tute in Emilia-Romagna: "Da tre giorni quantitativi sufficienti"

Ieri distribuiti oltre 450 mila dispositivi di protezione individuale: "Grazie all'incessante lavoro di reclutamento e distribuzione da parte della Protezione civile nazionale, regionale e con il supporto delle Forze di Polizia"

Consegna della mascherine da parte delle Forze dell'ordine alla Protezione civile regionale

In Emilia-Romagna arrivano altri dispositivi di protezione individuale – mascherine, guanti, tute - grazie a un incessante lavoro di collaborazione tra Dipartimento nazionale e Agenzia regionale di Protezione civile e Forze dell’ordine.

“Negli ultimi tre giorni riusciamo ad avere i quantitativi sufficienti per i bisogni socio-sanitari dell’Emilia-Romagna- spiegano gli assessori regionali alla Sanità, Raffaele Donini, e alla Protezione civile, Irene Priolo-. Tra i 400-500 mila Dpi al giorno, quantitativo in questo momento necessario per mantenere in sicurezza medici, infermieri e personale socio-sanitario della nostra regione, con un fabbisogno che è via via cresciuto”.

“Solo ieri, attraverso la nostra Protezione civile regionale, che ringraziamo per il lavoro straordinario che sta mettendo in campo dall’inizio dell’emergenza anche attraverso competenze senza precedenti a livello internazionale, abbiamo distribuito più di 450 mila mascherine- affermano Donini e Priolo-.  E abbiamo avviato in supporto alla sanità una distribuzione diretta dei dispositivi anche al personale delle Asp, delle case protette e ai medici di base, obiettivo altrettanto prioritario”.

“Ora è necessario che questo sistema, che ha avuto un rinnovato impulso grazie anche al Commissario nazionale, si strutturi e garantisca queste forniture in modo costante e sicuro. Abbiamo bisogno che le persone coinvolte, dai tecnici della Protezione civile nazionale e regionale ai collaboratori delle Forze dell’ordine, proseguano in questo incessante lavoro di squadra- chiudono Donini e Priolo-: siamo operativi giorno e notte perché medici, infermieri, farmacisti, operatori sanitari, medici di famiglia e chiunque sia ogni giorno in prima linea a combattere il virus possa agire in condizioni di sicurezza”.

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