Contagi covid, Venturi: "Progressi dalla prima ondata. E i monoclonali e i vaccini che arriveranno daranno sicurezza"

Promuove le misure del nuovo Dpc e ricorda che per vederne gli effetti "serve tempo". Intanto sprona a fare una vita più ritirata. Così l'ex commissario all'emergenza sanitaria

Promuove le misure del nuovo Dpc e ricorda che per vederne gli effetti "serve tempo". Intanto sprona a fare una vita più ritirata. Magari incontrando "meno persone per avere meno occasioni di contagio". La pensa così l'ex commissario all'emergenza sanitaria Sergio Venturi, che è tornato a parlare del viris con gli emiliano-romagnoli attraverso una delle sue dirette Facebook, che a lungo hanno tenuto accompagnato i cittadini durante la prima ondata covid. 

Il tempo. A questo dobbiamo affidarci secondo l'ex assessore regionale alla sanità, "dobbiamo avere la pazienza necessaria - sottolinea Venturi - perchè le misure possano esplicare in pieno il loro effetto. Non possiamo immaginare che i casi ricomincino a calare in quattro-cinque giorni. Ci vorrà almeno una decina di giorni".

Ma serve il contributo dei cittadini per l'ex commissario che sottolineando tuttavia le differenze rispetto alla prima ondata di marzo. "Quando mi trovavo particolarmente disperato per 980 casi, i servizi erano purtroppo in una situazione gravissima, ora li abbiamo superati da diversi giorni, ma servizi ancora reggono, anche se sono sottoposti a pressione. Vuol dire che abbiamo fatto molti progressi, vuol dire che le persone arrivano molto prima alle cure".

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A febbraio, sottolinea ancora Venturi, "non avevamo cognizione degli anticorpi monoclonali e del vaccino, non sapevamo come curare le persone. Nei primi mesi dell'anno prossimo invece avremo i monoclonali e dieci vaccini differenti, che sono in fase 3, presto saranno approvati dalle agenzie del farmaco in Europa e negli Usa e riusciranno a dare la sicurezza che meritano alle persone che sono in prima fila per curare questa malattia e che dobbiamo supportare". Per questo "non deve esserci scoramento nelle persone, ma devono essere consapevoli che siamo vicini al traguardo. Quindi dobbiamo supportare medici e infermieri e fare la nostra parte, perchè è importante".

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