Cronaca

"Picco superato, ma il virus continuerà ancora per mesi"

E' il direttore generale dell'Ausl di Bologna Paolo Bordon, a fare il punto, dopo i recenti dati incoraggianti

"In questo momento crediamo di aver superato il picco della seconda ondata, ma sappiamo che è una fase che non ci libererà in poco tempo di questo problema. Dovremo gestirlo ancora per mesi". A dirlo è Paolo Bordon, direttore generale dell'Ausl di Bologna, ospite questo pomeriggio della prima lezione del ciclo organizzato dalla scuola di scienze sociali 'Achille Ardigo'' del Comune di Bologna.

Ad oggi, spiega Bordon, nel bacino dell'Ausl di Bologna "abbiamo oltre 8mila positivi al Covid su un bacino di circa 900mila abitanti. Ma più di 7mila persone sono gestite a domicilio, circa il 95%, mentre negli ospedali abbiamo 750 persone ricoverate".

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Oggi il vero sforzo, ribadisce il direttore, "è riuscire, nei limiti di una pressione importante, a garantire tutto il resto, perché non c'è solo il Covid". Al momento, rivendica Bordon, "il 75% della nostra offerta è comunque garantita e dovrebbe essere un vanto. Non sono molte le aziende che lo fanno": in Trentino, ad esempio, dove Bordon ha guidato l'Ausl fino al giugno scorso, "l'offerta è al 30%".

In questo senso, l'hub di terapia intensiva creato all'ospedale Maggiore "ci ha salvato- afferma il direttore- se non li avessimo avuti, avremmo dovuto sacrificare altre attività e riconvertire ad esempio il Bellaria", che invece a differenza della prima ondata non è stato toccato. Bordon si toglie poi un sassolino dalla scarpa

"Noi stiamo affrontando una situazione straordinaria come la pandemia con strumenti ordinari- sottolinea il direttore generale dell'Ausl di Bologna- dobbiamo seguire procedure concorsuali particolari, per garantire trasparenza e concorrenza leale, ma questo cozza coi tempi e con le risposte che dobbiamo dare in questa situazione. Dobbiamo seguire un percorso di evidenza pubblica che è barocco, da un certo punto di vista, e abbiamo regole difficili da spiegare in contesti di emergenza".

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Secondo Bordon, quindi, la prima lezione che il covid dovrebbe insegnare e' "investire nella sanità pubblica, che è a tutela e a servizio di tutti, e non rappresenta solo un costo, ma è anche un baluardo per l'economia di una società moderna. Lo capiamo adesso col Pil che cade in tutti i Paesi", a causa della pandemia. Allo stesso tempo, sostiene il manager, "dobbiamo investire su strumenti di sanità digitale e telemedicina, perché non possiamo pensare di fare integrazione tra i professionisti col piccione viaggiatore. Mi piacerebbe che anche una Università importante come quella di Bologna investisse su corsi di medicina digitale, perché il futuro è quello", chiosa Bordon. (San/ Dire)

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