Il Covid cambierà anche il mercato del sesso? "Non siamo accettate, ma ci siamo e adesso molte si sono reinventate"

Prostituzione di strada azzerata ai tempi della pandemia? L'emergenza sanitaria ha portato o porterà cambiamenti anche qui? Potrà essere occasione per far pensare a una regolarizzazione? A colloquio con la escort e con la responsabile del progetto 'Oltre la strada'

Una situazione di congelamento, quella determinata dal Coronavirus, che ha interrotto completamente tante attività, inclusa quella delle lavoratrici del sesso. Che fine hanno fatto le ragazze che stavano sulla strada? Che fine hanno fatto i loro clienti? Ma soprattutto, come si è riorganizzata la criminalità per non perdere quel cospicuo giro di affari basato sullo sfruttamento e il ricatto? Nessuna segnalazione particolare da parte delle forze dell'ordine locali, mentre leggiamo dalle cronache italiane di prostitute che si rivolgono alla Caritas perchè non guadagnando non hanno hanno di che vivere, i che nutrirsi o peggio, nutrire i loro figli. 

Casa delle donne: "Difficoltà di monitoraggio di questo mondo sommerso, ma siamo qui per chi ha bisogno di aiuto"

Silvia Ottaviano, responsabile del progetto 'Oltre la strada' di Casa delle donne di Bologna, conferma la difficoltà di monitoraggio di questo mondo sommerso in questo momento particolare, in cui i colloqui con le persone seguite proseguono al telefono e le unità di strada sono sospese. Oltre alle segnalazioni precedenti all'emergenza (che si stanno gestendo nelle nuove modalità consentite) ci sono state tre richieste di aiuto in un mese: "Non sono poche rispetto ai nostri standard e una di queste riguardava una donna allontanata (da chi? da dove?) e senza possibilità di sostentamento. Non sappiamo cosa stia succedendo nel mondo della prostituzione ma siamo qui per chiunque voglia chiedere aiuto". 

La testimonianza della escort: "Siamo degli invisibili, ma ci siamo"

Oltre alla prostituzione di strada, c'è la poi realtà delle escort. Un mondo più "patinato" e consapevole che muove un notevole mercato e che è  stato inevitabilmente stravolto dal Covid-19. MikiMiki ha scelto questa professione e da una decina di anni fa la escort a Bologna: "La nostra è un'attività che deve comportare intelligenza e buon senso soprattutto adesso, nel pieno della pandemia, e questa emergenza è stata una cartina al tornasole: se prima ci si limitava ad alcune accortezze per proteggerci e proteggere, adesso bisogna mettere in pratica un grande senso di reponsabilità. Quella di noi escort è una realtà diffusa anche se socialmente non accettata. Siamo degli invisibili, ma ci siamo eccome". 

Puoi raccontarci come hai vissuto l'emergenza? Quando hai capito l'entità del rischio e come hai reagito? "Superfluo sottilineare che la nostra attività preclude un contatto fisico molto diretto e quindi pericolosissimo se pensiamo al contagio. Detto questo, io non esco di casa e non vedo nessuno dal 23 febbraio scorso. Qualche cliente ha provato a insistere per vederci, ma la risposta è stata sempre negativa. Con i primi assalti ai supermercati e l'aria che tirava, insieme alla prime avvisaglie di uno stop allargato, ho annullato dei viaggi che avevo in programma e sono tornata a Bologna per chiudermi in casa. Il crollo del lavoro che ne è conseguito è ovvio ed è stato anche per reagire psicologicamente che mi sono convertita allo "smartworking" anche io: ho cominciato (per la prima volta in assoluto!) da circa una settimana a rendermi disponibile per le video-chiamate. Chiaramente è tutta un'altra cosa, ma almeno non mi espongo a rischi e continuo a esercitare la mia professione. Ovviamente le modalità e i compensi sono totalmente diversi, come differente è anche il target, un po' più giovane rispetto ai miei clienti abituali, il che è attribuibile alla dimestichezza con il mondo digitale e le app". 

Il tuo atteggiamento è altamente responsabile, ma gli altri fanno lo stesso? Come riesci a tirare avanti dal punto di vista economico? "Da quello che so e da quello che vedo assolutamente sì. Tutte le mie colleghe fanno lo stesso e se si dà un'occhiata ai siti che aggregano i nostri annunci lo si vede bene che tante ragazze sono ferme e che quelle che lavorano offrono prestazioni sono telefoniche o in videochat. I guadagni sono molto più bassi visto che le cifre delle videochiamate sono diverse, ma non essendo io una sprovveduta negli anni ho messo via qualcosa e adesso sto attingendo ai miei risparmi".

Dopo l'emergenza cambierà qualcosa?

Come sarà il 'dopo' secondo te? Ti sei fatta un'idea? "Bella domanda. Difficile però dare una risposta. Io non immagino nulla, ma credo che noi saremo le ultime a ricominciare a lavorare, forse dopo i dentisti: la vita e il lavoro cambieranno per tutti e quindi anche per noi. Spero soltanto che possano trovare presto il vaccino per il Covid-19, solo così ci saremo liberati definitivamente di questo incubo. Io per non sbagliare sto attenta e sono disposta ad aspettare anche a lungo per preservare la mia salute e quella degli altri".

Hai definito le escort come te delle 'invisibili', la tua una professione socialmente non accettata: potrebbe questo essere il momento giusto per cambiare qualcosa in questo senso? Una specie di occasione magari per allinearsi ad altri Paesi che hanno regolamentato i lavoratori del sesso? "E' auspicabile, come no! Tutti pensano che siamo noi a non volerlo, ma noi le tasse le paghiamo ben volentieri e anzi, non vediamo l'ora se in cambio possiamo avere la sicurezza sanitaria. Ti dico la verità, in Italia lo vedo molto duro questo passaggio. Ci sono ancora troppi tabù e non basta sapere che in realtà sono tantissimi gli uomini che si rivolgono a noi, meglio far finta di niente...Non so dirti quindi se sia questa una buona occasione, il dato è anche in questo frangente di noi si è sentito parlare davvero poco. E oltre a noi che questo lavoro lo scegliamo, penso anche alle donne che invece sono costrette e sfruttate". 

Escort sul web: con il Covid-19 a Bologna ricerche online +9% 

Esattamente come è stato per MikiMiki che ce lo ha raccontato, sono in crescita le escort che si cimentano nello smart-work offrendo videochiamate erotiche ai propri clienti che non le possono visitare. Nella classifica di questa nuova attività delle ragazze che si pubblicizzano sul sito Escort Advisor (un portale di recensioni di escort, il più visitato in Europa con oltre 2 milioni di utenti mensili solo in Italia) Roma e Milano sono già al 1° posto con più del 20% delle escort disponibili al servizio, ma fra le città più attive c'è anche Bologna con un + 11%.  Un dato interessante è che le ricerche su Google del settore escort sono diminuite in media del -17% a inizio aprile, mentre quelle del brand “Escort Advisor” sono aumentate nello stesso periodo del +24%: i  clienti delle escort vogliono continuare ad informarsi nell’attesa di poter uscire di nuovo in sicurezza.

Le ricerche legate al tema "escort" riferito a città risultano essere diminuite: parola chiave su Google “escort Roma” -8%, “escort Milano” -1%, “escort Verona” -9%, “escort Bologna” -5%, “escort Napoli” -9%. Nella settimana 30 marzo - 5 aprile, Escort Advisor è cresciuto più della media del settore. Il traffico ha avuto un incremento: prima del +5% (rispetto alla settimana 16/3-22/3), fino ad arrivare al +19% (rispetto al 23/03-29/03). Aumentati quindi anche gli accessi al sito Escort Advisor dalle singole città: Roma +15%, Milano +8%, Verona +4%, Bologna +9%, Napoli +28%.

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