Quartiere Porto-Saragozza nella fase tre, Cipriani: "Distanziamento fisico sì, ma non distanziamento sociale"

Il presidente del quartiere Porto-Saragozza racconta il periodo del lockdown dando un voto alla sua comunità: "Grande senso civico, ma attenzione alle fragilità e alle persone sole. 55 mila euro a disposizione per riempire l'estate in totale sicurezza"

Lorenzo Cipriani

L'emergenza, il duro periodo del lockdown, fino ad arrivare alla fase tre: i tempi di del Covid visti da un quartiere di Bologna. Il più popoloso, il Porto-Saragozza. Il suo presidente Lorenzo Cipriani parla del presente e del futuro cominciando dall'attenzione sempre altissima sulle fragilità e dalle proposte per l'estate che è già cominciata e che sarà certamente diversa da tutte le altre.

Cipriani, come ha vissuto la pandemia il Quartiere Porto-Saragozza?

"Come per tutta la città è stato un momento molto complicato soprattutto perché il nostro è il quartiere col maggior numero di residenti di tutta Bologna (quasi 70.000): vivono qui tantissime famiglie e abbiamo un numero importante di parchi e giardini, che sono stati tra i primi ad essere chiusi con annessi anche i giochi per i bambini e tutte le attrezzature sportive e i playground. Questo è il quartiere con probabilmente il maggior numero di attività fatte dalle associazion, rapporti con le parrocchie, volontariato e società sportive... in lockdown ha messo seriamente in difficoltà tutto un modo di vivere a cui eravamo abituati e adesso si tratta di ripartire senza lasciarsi prendere dallo sconforto".

Le criticità più preoccupanti: la scuola prima di tutto 

Ci sono state particolari criticità nella fase di lockdown? Quali?

"Senza ombra di dubbio tutte le nostre attività che prevedevano in qualche maniera la presenza e il contatto fisico e che quindi sono state bloccate dal distanziamento sociale. Ma le criticità maggiori le possiamo ricondurre alla chiusura delle scuole e di tutte quelle attività che in qualche maniera davano margine alle famiglie per quanto riguardava le relazioni dei bambini o le attività dei propri figli; questo è certamente il tema principale che ha avuto delle ricadute nella nostra realtà. Ma ci sono poi anche i centri sociali, i centri anziani, i centri diurni: questo è un quartiere in cui più di una famiglia su due è composta da una sola persona e il problema maggiore quindi ce l'hanno avuto anche quegli anziani che vivono da soli e che sono stati costretti a ricalibrare tutta la propria quotidianità. Insomma gli elementi più fragili della nostra comunità sono quelli che hanno patito maggiormente le problematiche del lockdown". 

Aree difficili da controllare e provvedimenti particolari? 

"Ovviamente per quanto riguarda il tema del distanziamento sociale noi abbiamo avuto problemi a controllare che il distanziamento fosse rispettato, non tanto nei parchi delle zone residenziali quanto sulla gran parte del territorio collinare, che è stato in alcuni casi utilizzato come strumento per riunirsi al rispetto delle regole. Penso al parco del Pellegrino per esempio, come poi tutta la nostra collina, difficile oggettivamente da controllare. Però fortunatamente devo dire che sono state più le persone che hanno deciso di adottare comportamenti prudenti". 

Un voto ai cittadini del quartiere: ecco come si sono comportati durante il lockdown

Che voto da agli abitanti del suo quartiere in quanto a senso civico e rispetto delle regole? 

"Un voto alto. In quanto a senso civico agli abitanti del Porto-Saragozza darei un bel 9 perchè i residenti si sono attenuti a quelle che erano le disposizioni governative e a quelle della Regione Emilia-Romagna nonostante anche nel nostro quartiere naturalmente ci siano stati dei casi in cui queste regole non sono state rispettate, devo dire che la stragrande maggioranza dei residenti del quartiere Porto-Saragozza si è comportata con grande senso civico e senso di responsabilità". 

"La parola d'ordine per quella che si preannuncia una lunga estate è: bene al distanziamento fisico, no al distanziamento sociale. Bisogna essere sensibili alle fragilità, che non sono solo economiche. Facciamo uscire di casa le persone. ma in piena sicurezza"

Ora siamo in una nuova fase e l'estate è cominciata: quali sono i progetti nella sua zona? Come vi state muovendo e cosa garantirete ai cittadini per i prossimi mesi? 

"Il quartiere Porto-Saragozza ha messo a bando oltre 55 mila euro per realizzare progetti attinenti a iniziative culturali e soprattutto a quelle lagate al lavoro di comunità e al contrasto alle fragilità, non solo economiche ma anche di tipo relazionale e culturale-educativo (penso per esempio ai ragazzi a rischio abbandono o quelli la cui vita è monopolizzata dal cellulare, che li isola). Alla richiesta di proposte per i nostri parchi e giardini la comunità di quartiere ha risposto immediatamente a questa chiamata alle armi, ovviamente nel pieno rispetto di tutti quelli che sono i protocolli di distanziamento fisico. E appunto: stanziamento fisico sì, distanziamento sociale no! Questa è la parola d'ordine con la quale noi speriamo di poter consentire alle persone di uscire di casa nel rispetto del distanziamento e di offrire cultura in un'estate che si preannuncia particolarmente lunga". 

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