Covid e "nuovi rifiuti", Legambiente: " La convivenza con il virus alimenta la produzione di materiali usa e getta"

L'emergenza sanitaria comporterà anche quella rifiuti? Ne parliamo con Lorenzo Mancini, direttore di Legambiente Emilia Romagna: "Materiali che potrebbero raggiungere matrici ambientali sensibili, sfuggendo alla filiera dello smaltimento"

Lorenzo Mancini

Una enorme mole di mascherine, guanti, calzari, visiere e camici, necessariamente usa e getta, soprattutto in ambito ospedaliero. Sono i "nuovi" rifiuti che caratterizzano l'epidemia covid. 

L'emergenza sanitaria comporterà quindi anche quella rifiuti? Ne parliamo con Lorenzo Mancini, direttore di 
Legambiente Emilia Romagna. 

"Sicuramente il tema non è semplice perchè la necessità di dover utilizzare i DPI in svariati ambienti, insieme a quella di limitare la diffusione dei contagi portano al rischio che aumenti considerevolmente la produzione di materiale usa e getta. Sullo smaltimento dei DPI, in questa fase è fondamentale evitarne la diffusione nell'ambiente, in quanto si tratta di materiali che potrebbero raggiungere matrici ambientali sensibili sfuggendo alla filiera dello smaltimento (dalle città ai canali, dai canali ai fiumi e dai fiumi ai nostri mari e spiagge. A questo proposito si vedano le foto sulle coste delle isole Soko ad Hong Kong). Inoltre, la loro diffusione in ambiente urbano è critica in quanto potrebbe comportare la diffusione di contagi nel caso se ne entri in diretto contatto.

Per lo smaltimento da parte dei cittadini, si consiglia di inserire i DPI usati all'interno di un apposito sacchetto e gettarlo nell' indifferenziata, anche per evitare che ne entrino in contatto gli operatori della raccolta rifiuti (come da indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità).Chiaramente, non c'è margine per il recupero dei DPI. In certi casi ho visto anche di bidoncini all'esterno dei supermercati in cui poter conferire i guanti. Questi spesso non sono coperti e in caso di vento è facile che si diffondano".

Nuove regole rifiuti: stop differenziata in casa di positivi e in quarantena 

"Rendiamoci conto che la quantità dei DPI da smaltire sarà davvero consistente - continua Mancini - in Emilia- Romagna abbiamo avuto la prima ondata di 2 milioni di mascherine solo di quelle fornite dalla Regione e che dal primo di marzo sono state distribuite almeno 150 milioni da mascherine in tutta italia dalla sola Protezione Civile, uno studio del politecnico di Torino stima che in futuro saranno necessari un miliardo di mascherine ed un miliardo di guanti al mese, per le sole imprese. Oltretutto, la convivenza con il virus ci porterà ad alimentare la produzione di materiali usa e getta, in particolare da parte degli esercenti come sta accadendo nella ristorazione visto l'aumento dei servizi di asporto. Insomma, non sarà un momento facile per quanto riguarda la produzione dei rifiuti".

Quali sono le proposte di Legambiente?

"E' un tema su cui la nostra associazione sta riflettendo e su cui sarà fondamentale stimolare l'efficientamento delle filiere di recupero dei materiali: visto il fermo per il lockdown da parte di alcune attività produttive si è verificata una diminuzione della domanda di materia prima seconda che potrebbe essere appunto compensata dalla creazione di filiere usa e getta con un'elevata percentuale di recupero dei materiali. Abbiamo sempre ritenuto che l'usa e getta dovesse essere progressivamente eliminato e continueremo a farlo (tant'è che avevamo stimolato i Comuni ad aderire all'ultimo bando di Atersir proprio su questo tema), ma in questo momento è necessario considerarne la necessità in alcuni casi per limitare i contagi. Sarà quindi centrale il corretto smaltimento e l'efficientamento della filiera di recupero. 

Se però le attività produttive avranno questa necessità, nella vita di tutti giorni sarà comunque possibile ridurre complessivamente la quantità dei rifuti prodotti. Sui DPI si può pensare di utilizzare mascherine lavabili e riutilizzabili (ovviamente non sempre è possibile all'interno di alcuni ambienti di lavoro)".

 In generale come consideri la gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna e nella nostra città?

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"Sulle prestazioni della Regione Emilia Romagna relativamente alla produzione di rifiuti e al recupero della materia, i miglioramenti in regione ci sono stati, come da nostro rapporto regionale "Comuni Ricicloni", ma rimangono ancora indietro rispetto alla media regionale e agli obiettivi del PRGR (Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti - ndr) il territorio di Bologna insieme alla zona della Romagna. Ci auguriamo che dalle conseguenze delle disposizioni per la limitazione dei contagi non si verifichino dei peggioramenti in questo senso".

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