Ai tempi del Coronavirus scuole chiuse e lezioni online: "Ecco come ci siamo organizzati per garantire il diritto allo studio"

Un Istituto di Pianoro sperimenta una nuova formula a seguito della ordinanza regionale che contempla la chiusura delle scuole. La preside Liana Baldaccini: "Siamo i primi ad aver proposto questa metodologia in questi giorni"

Dopo la notizia dei contagi da Coronavirus in alcune zone d'Italia le scuole di ogni ordine e grado di tutta l’Emilia Romagna sono state chiuse in via precauzionale fino al 1 marzo, ma a Pianoro gli studenti dell’Istituto comprensivo possono sfruttare l’erogazione dell’insegnamento in modalità e-learning.

Come? Mediante modalità di comunicazione multimediale, con l’impiego di piattaforme informatiche in grado di garantire l’erogazione del servizio di didattica a distanza, come prospettato dal Ministro Lucia Azzolina. L’Istituto pianorese è il primo a sperimentare questa nuova formula da quando è stata emanata l’ordinanza di chiusura delle scuole, così come spiega a BolognaToday la preside Liana Baldaccini: “Siamo i primi ad aver proposto la metodologia in questi giorni. Ci sembrava opportuno sostenere il diritto allo studio, soprattutto in un momento come questo e visto che parliamo di una scuola a tempo pieno, la cui chiusura sicuramente crea un vuoto e può disorientare – commenta – Abbiamo pensato di mantenere un dialogo tra insegnanti e alunni, e dare anche la possibilità a qualcuno di recuperare. Eravamo già predisposti per lezioni in e-learning, e non a  caso la scuola si sta dotando anche di nuovi ambienti di apprendimento”.

Ma come funziona il sistema?

“Il contatto avviene attraverso il registro elettronico ed è lasciato alla volontà degli insegnati – spiega la preside – Stiamo aspettando il decreto in materia perché il Ministero non ci ha dato direttive sull’obbligatorietà dell’uso del sistema, lasciando la scelta su base volontaria dei docenti, che poegliere se aderire. Ognuno poi, si attrezza come crede, attraverso FaceTime, Google Drive e così via. Siamo molto soddisfatti di essere riusciti a proporre questa metodologia in questo momento, per continuare a permettere a tutti di studiare. Abbiamo riflettuto su come poter approfittare di questa emergenza per rivedere il processo di insegnamento-apprendimento, e tutti lo hanno accolto con entusiamo”.

Soddisfatta anche l’assessora alla Scuola a Pianoro, Flavia Calzà: “E’ un progetto bellissimo – commenta a BolognaToday – ed essere i primi a proporlo è una grande soddisfazione, anche perché tutto è stato messo in piedi in modo tempestivo. E’ un progetto su base volontaria dei docenti, ma riteniamo che sia anche un ottimo modo per ottimizzare i tempi anche quando, per cause di forza maggiore, gli alunni sono costretti a restare lontano dalla scuola”.

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Il progetto

Nell’Istituto Comprensivo sono sperimentate autonomamente l’erogazione dell’insegnamento in modalità e-learning mediante modalità di comunicazione multimediale, con l’impiego di piattaforme informatiche in grado di garantire l’erogazione del servizio di didattica a distanza.

Negli ambienti scolastici l’e-learning è visto soprattutto come supporto alla didattica in presenza e non come sostitutivo dell’attività in aula e in laboratorio. Proprio in quest’ottica di riduzione della distanza  sono utilizzate le tecnologie per mantenere un 'dialogo educativo'. Nello specifico si tratta di organizzare il servizio in smart – working o tele lavoro, anche nella scuola come fanno già molte aziende.

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