Covid in strutture anziani e disabili: dall'isolamento dei positivi in 'zone rosse' ai 'Cra Covid', le misure della Regione per bloccare il contagio

L'ondata di contagi e decessi suona la sveglia, l' Emilia Romagna cerca di correre ai ripari. Donini: "Necessario agire con ulteriore incisività e seguire tutte le misure di sorveglianza, prevenzione e isolamento sicuro, per tutelare il più possibile sia gli ospiti, sia il personale"

Anche in Emilia Romagna l'ondata dei contagi e decessi suona la sveglia all'amministrazione. Non sono infatti più rimandabili interventi davvero incisivi nelle strutture residenziali - sociosanitarie e socioassistenziali - per anziani e persone con disabilità. Luoghi che, assieme agli ambienti domestici, rappresentano uno dei fronti ancora caldi nella lotta al Coronavirus, a maggior ragione perché interessano le persone più fragili e vulnerabili della comunità.

Anche guradando solo alla nostra provincia di Bologna, i numeri parlano chiaro: a inizio di questa settimana si contavano 113 ospiti (su un totale di 516) e 41 operatori positivi nella rete delle case di riposo e dei centri anziani in capo all'Asp di Bologna, secondo il report dell'azienda sanitaria stessa.

Contagi covid in case anziani e disabili, le misure annunciate dalla regione Emilia Romagna

"Interrompere al più presto, con interventi radicali, la catena del contagio". Con questo obiettivo, la Regione annuncia di avviare il "rafforzamento di interventi già definiti nelle scorse settimane", e lo fa con un documento che fornisce ulteriori indicazioni operative ai soggetti gestori su quando e come agire con la maggior efficacia e tempestività possibili, per la tutela degli ospiti e del personale.

Il provvedimento è già stato condiviso dall’assessorato alle Politiche per la salute con le direzioni delle Aziende sanitarie e con le parti sociali, a partire dai sindacati, e avrà un passaggio anche in Giunta regionale.

Diagnosi tempestiva, innanzitutto, con tamponi effettuati all’interno delle strutture nel più breve tempo possibile sui casi sospetti positivi, ma anche ad ampio raggio laddove ci siano casi già attivi, soprattutto se in presenza di focolai o di situazioni con maggiori rischi di trasmissione. E poi sorveglianza costante di tutti gli ospiti per verificare la comparsa di sintomi anche lievi che potrebbero rappresentare la spia di un avvenuto contagio. Così la ricetta di viale Aldo Moro. A questi ingredienti si aggiungono: per le persone positive isolamento sicuro in ambienti completamente separati dagli asintomatici e con assistenza di personale dedicato (Zona rossa). Collocazioni alternative, individuate dal gestore in collaborazione con l’Azienda sanitaria, se l’isolamento sicuro all’interno non può essere garantito. Varie le opzioni individuate, a partire dalle strutture lungodegenziali o riabilitative di ospedalità privata accreditata, per cui è già stata raccolta la disponibilità di Aiop; ma anche aree ospedaliere o ospedali di comunità deputati all’accoglienza di pazienti Covid, e ancora ‘Cra Covid’ dedicate in cui l’assistenza sanitaria sia preferibilmente assicurata sulle 24 ore.

Non solo: nel testo messo a punto dall’assessorato alle Politiche per la salute si ribadisce anche il tema della sicurezza a tutela degli ospiti e degli operatori delle strutture, alle quali spetta la responsabilità di attuare tutte le misure di prevenzione del contagio, con il supporto clinico-assistenziale delle Aziende sanitarie; dal canto loro, le Aziende sono chiamate a vigilare, anche con specifici sopralluoghi, sull’effettiva attuazione delle misure di prevenzione, e a segnalare eventuali casi di inerzia alle Conferenze territoriali socio sanitarie.

Donini: Indispensabile agire con incisività per interrompere catena contagi

“Diamo nuove indicazioni operative stringenti ai gestori delle strutture che ospitano persone anziane e con disabilità, che rappresentano l’anello fragile delle nostre comunità e purtroppo sono tra i soggetti più colpiti dal virus, laddove vivono in luoghi di forte aggregazione- spiega l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. È indispensabile agire con ulteriore incisività per interrompere la catena dei contagi, e seguire tutte le misure di sorveglianza, prevenzione e isolamento sicuro, per tutelare il più possibile sia gli ospiti, sia il personale. Naturalmente, i gestori hanno esclusiva responsabilità giuridica rispetto agli aspetti organizzativi delle attività, ma abbiamo voluto dare loro uno strumento operativo per poter agire, anche con l’importante supporto delle Aziende sanitarie”.

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