Coronavirus e malati di cancro: "Ecco il team Covid-19 che assisterà i pazienti a domicilio"

L'annuncio arriva da Ant, che ha organizzato una squadra composta da due medici e due infermieri: "Da lunedì si prenderanno cura dei pazienti positivi che non necessitano ricovero e quindi vanno curati a casa"

Da sinistra a destra: Marilena Giannantonio (infermiera) Fotios Labropoulos (medico) Elena Piccinelli (infermiera) Italo Malavasi (medico e coordinatore dell’equipe ANT di Bologna, oltre che membro del Team Covid ANT)

Sembrano dei supereroi questi 'Fantastici Quattro', così come li chiamano scherzando i colleghi, pieni di stima nei confronti dei due medici e i due infermieri pronti per prendersi cura dei pazienti oncologici assistiti dalla fondazione positivi al Covid-19. Da lunedì 27 aprile infatti sarà operativo a Bologna e per la prima volta in Italia, il Team Covid Ant.

La mini-équipe composta da Marilena Giannantonio, Fotios Labropoulos, Elena Piccinelli e Italo Malavasi prenderà in carico pazienti già in assistenza con Ant che risultino positivi al Covid-19 ma con condizioni cliniche stabili, che non necessitino quindi di un ricovero. Il progetto nasce per rispondere sempre di più ai bisogni dei pazienti e garantire la continuità assistenziale al domicilio anche in presenza di positività.

Fino a questo momento infatti, in presenza di positività accertata da tampone, l’assistenza ai pazienti oncologici seguiti da Ant proseguiva “a distanza” attraverso consulenze telefoniche: "Non è il nostro stile – commenta il Presidente ANT Raffaella Pannuti – per noi garantire assistenza completa e personalizzata a casa è una priorità, per questo abbiamo cercato una soluzione che potesse rispondere alle esigenze degli assistiti Covid positivi e nello stesso tempo tutelare tutti gli altri pazienti e gli operatori stessi".Il paziende ANT Covid positivo avrà dunque come riferimento l’équipe dedicata, pur mantenendo contatto continuativo telefonico con gli operatori di riferimento.

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L'operatività sul territorio non si è mai fermata

"Da parte nostra non è mai mancata, in queste settimane, l’operatività sul territorio, in tutte le aree in cui siamo presenti in Italia – prosegue Pannuti– Lo dico con particolare riferimento all’appello indirizzato al Ministero della Salute Roberto Speranza, alle Regioni e alla Fnomceo, da un gruppo di 100.000 medici perché, tra le altre cose, venga rafforzato il territorio “vero punto debole del Servizio Sanitario Nazionale, con la possibilità per squadre speciali, nel decreto ministeriale del 10 marzo definite USCA, di essere attivate immediatamente in tutte le Regioni”.

Un supporto importante alla sanità pubblica

"Ebbene, ANT sul territorio è presente sempre per affiancare il Servizio Sanitario Nazionale. Non è un caso se già da un paio di settimane in Lombardia, su richiesta della Regione stessa, ANT offra il proprio intervento al domicilio anche a pazienti affetti da Coronavirus con necessità assistenziali complesse, ovvero con comorbilità di patologie croniche in fase avanzata. I medici e gli infermieri ANT dell'équipe di Brescia non si sono tirati indietro e con coraggio stanno affrontando questo momento di massimo sforzo ed emergenza collettiva. Alcuni stanno pensando di lasciare le loro case e andare a vivere momentaneamente in alcune strutture alberghiere messe a disposizione dall'azienda sanitaria, isolati dalle loro famiglie.  Prima di diffondere la notizia dell’équipe Covid a Bologna l’abbiamo girata sia alla Regione Emilia-Romagna sia alla direzione del Sant’Orsola ma purtroppo l’accoglienza è stata decisamente tiepida. Peccato: un’altra occasione persa di collaborazione tra pubblico e privato sociale".

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La Fondazione ANT Italia ONLUS

Nata nel 1978 per opera dell’oncologo Franco Pannuti, dal 1985 a oggi Fondazione ANT Italia ONLUS – la più ampia realtà non profit per l’assistenza specialistica domiciliare ai malati di tumore e la prevenzione gratuite – ha curato circa 130.000 persone in 11 regioni italiane (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Marche, Campania, Basilicata, Puglia, Umbria). Ogni anno 10.000 persone vengono assistite nelle loro case da 23 équipe multi-disciplinari ANT che assicurano cure specialistiche di tipo ospedaliero e socio-assistenziale, con una presa in carico globale del malato oncologico e della sua famiglia. Sono complessivamente 515 i professionisti che lavorano per la Fondazione (medici, infermieri, psicologi, nutrizionisti, fisioterapisti, farmacisti, operatori socio-sanitari etc.) cui si affiancano oltre 2.000 volontari impegnati nelle attività di raccolta fondi necessarie a sostenere economicamente l’operato dello staff sanitario. Il supporto offerto da ANT affronta ogni genere di problema nell’ottica del benessere globale del malato. A partire dal 2015, il servizio di assistenza domiciliare oncologica di ANT gode del certificato di qualità UNI EN ISO 9001:2008 emesso da Globe s.r.l. e nel 2016 ANT ha sottoscritto un Protocollo d’intesa non oneroso con il Ministero della Salute che impegna le parti a definire, sostenere e realizzare un programma di interventi per il conseguimento di obiettivi specifici, coerenti con quanto previsto dalla legge 15 marzo 2010, n. 38 per l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. ANT è inoltre da tempo impegnata nella prevenzione oncologica con progetti di diagnosi precoce del melanoma, delle neoplasie tiroidee, ginecologiche e mammarie. Dall’avvio nel 2004 sono stati visitati gratuitamente 196.000 pazienti in 88 province italiane. Le campagne di prevenzione si attuano negli ambulatori ANT presenti in diverse regioni, in strutture sanitarie utilizzate a titolo non oneroso e sull’Ambulatorio Mobile - BUS della Prevenzione. Il mezzo, dotato di strumentazione diagnostica all’avanguardia (mammografo digitale, ecografo e videodermatoscopio) consente di realizzare visite su tutto il territorio nazionale. ANT opera in Italia attraverso 113 delegazioni e 63 “da Cuore a Cuore – Charity Point” (luoghi rivolti alla raccolta fondi, ma anche allo sviluppo di idee, progetti e relazioni), dove la presenza di volontari è molto attiva. Alle delegazioni competono, a livello locale, le iniziative di raccolta fondi e la predisposizione della logistica necessaria all’assistenza domiciliare, oltre alle attività di sensibilizzazione. Prendendo come riferimento il 2018, ANT finanzia la maggior parte delle proprie attività grazie alle erogazioni di privati (47%) al contributo del 5x1000 (16%) a lasciti e donazioni (11%). Il 14% di quanto raccoglie deriva da fondi pubblici. Uno studio condotto da Human Foundation sull’impatto sociale delle attività di ANT, ha evidenziato che per ogni euro investito nelle attività della Fondazione, il valore prodotto è di 1,90 euro. La valutazione è stata eseguita seguendo la metodologia Social Return on Investment (SROI). ANT è la 9^ Onlus nella graduatoria nazionale del 5x1000 nella categoria del volontariato. Fondazione ANT opera in nome dell’Eubiosia (dal greco, vita in dignità).

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