Coronavirus, ulteriore stretta in tribunale: anche udienze urgenti in videoconferenza

Accordo tra avvocati e giudici. Anche le udienze in direttissima e di convalida potranno essere effettuate da remoto con una app

Da domani, a Bologna, le udienze di convalida dell'arresto e del conseguente rito direttissimo si svolgeranno utilizzando l'applicazione gratuita Microsoft Teams, una piattaforma che combina chat di lavoro, videoconferenze, archiviazione di file e altro.

Questa nuova modalità di svolgimento delle udienze, fa sapere la presidente dell'Ordine degli avvocati bolognese, Elisabetta D'Errico, è stata decisa dal presidente del Tribunale, Francesco Caruso, e partirà in via sperimentale.

L'obiettivo, vista l'emergenza coronavirus, è ovviamente "tutelare il diritto alla salute garantendo al tempo stesso il diritto di difesa", e per far sì che le udienze si possano tenere con questa modalità "è necessario che il difensore, nel momento in cui viene avvisato dell'arresto, fornisca il proprio indirizzo di posta elettronica ordinaria". Questo "consentirà al giudice di invitarlo a partecipare all'udienza attraverso l'applicazione, scaricabile dal sito della Microsoft".

Da parte sua, D'Errico mette in chiaro che "questa modalità di svolgimento dell'udienza deve garantire il diritto dell'imputato di poter interloquire con il proprio legale prima, durante e al termine dell'udienza". L'avvocato, dunque, "potrà recarsi nel luogo in cui l'arrestato si trova, ad esempio in Questura, oppure partecipare all'udienza da remoto: in quest'ultimo caso sarà garantita la possibilità di dialogare riservatamente con l'assistito al telefono". La presidente dell'Ordine fa poi sapere che "è in corso un confronto con il Tribunale per garantire anche la possibilità del difensore di recarsi in Tribunale, nel rispetto delle misure di prevenzione".

 Per quanto riguarda l'accesso al fascicolo, gli atti "verranno messi a disposizione del legale tramite l'app, che consente la trasmissione di documenti all'indirizzo mail indicato dal difensore". Infine, sarà "garantita, se necessario, la presenza dell'interprete".

Tuttavia, dal momento che "non è ancora stato sottoscritto un protocollo, al quale stiamo lavorando insieme al Tribunale, è necessario che sia il difensore, sia l'arrestato prestino il consenso allo svolgimento dell'udienza tramite Teams", precisa D'Errico, che pur riconoscendo che "lo svolgimento dell'udienza attraverso un'applicazione è un'incognita e suscita perplessità", evidenzia che "purtroppo in questo momento è necessario garantire la preservazione della salute di tutti i soggetti del processo, garantendo al contempo il diritto di difesa".

In ogni caso, la presidente dell'Ordine bolognese invita i colleghi che parteciperanno alla sperimentazione a "segnalare al Consiglio dell'Ordine, in attesa della sottoscrizione del protocollo, disfunzioni o eventuali violazioni del diritto di difesa". (Ama/ Dire) 

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