Coronavirus, dai rugbisti a sanitari e vigili del fuoco: ecco occhiali e visiere anti-covid

Dalle aziende Nannini di Reggio Emilia e Raleri di Bologna: "Sforzi fatti è stato per reperire i materiali perchè alcuni stavano prendendo la via dell'estero"

Foto dire

Occhiali e visiere protettive anti-coronavirus che non si appannano. Ecco l'aiuto dalle aziende Nannini di Reggio Emilia e Raleri di Bologna ai presidi ospedalieri e ai Vigili del fuoco (che per primi ne hanno fatto richiesta). Si tratta di aziende esperte nella produzione e commercializzazione di occhiali di vario tipo, che in partnership hanno "sfornato" occhiali e visiere speciali, rigorosamente made in Italy, realizzati con materiali di prima qualità e anallergici.

Oggi 31 marzo sono partite le consegne ad alcuni ospedali dall'Emilia-Romagna grazie a una prima produzione di 900 occhiali protettivi al giorno (che diventeranno 3.500 da metà aprile) e quasi 2.000 visiere. Nello sviluppo del progetto sono stati coinvolti anche la Regione, Unindustria Reggio Emilia, Confindustria Emilia-Romagna e il Tecnopolo Biomedicale di Mirandola che ha certificato il prodotto.

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Tutto è partito, raccontano i titolari della Nannini, Davide Degl'Incerti Tocci e Alberto Gallinari, da una richiesta di fornitura di occhiali protettivi da parte del Comando reggiano dei Vigili del fuoco, dove scarseggiavano i materiali di protezione individuale. "Abbiamo subito capito- spiegano- che serviva dare vita ad una fase di progettazione e valutazione tecnica nuova, che andasse al di là della gamma di prodotti finora realizzati".

"Le imprese non si tirano indietro e offrono le loro competenze e conoscenze mettendo queste risorse al servizio della comunità", ha sottolineato il presidente degli industriali reggiani Fabio Storchi. Lo fanno, aggiunge Storchi, "riconvertendo i loro reparti produttivi per realizzare strumenti utili alla sanità del nostro Paese. Ma il pieno successo è dato dall'intraprendenza imprenditoriale unita alla collaborazione con le istituzioni locali e regionali: quel saper fare sistema di cui siamo orgogliosi".

"Sforzo per reperire i materiali"

Compito non semplice, come conferma l'amministratore unico di Raleri Francesco Rambaldi, collegato dal suo van in sosta proprio davanti al laboratorio produttivo dei nuovi dispositivi. "La nostra azienda- dice Rambaldi- è prevalentmente orientata allo sviluppo del prodotto. In questo caso il terreno in cui muoversi era difficile perchè cominciavano a scarseggiare le materie prime e le professionalità. Uno degli sforzi fatti è stato per reperire i materiali perchè alcuni stavano prendendo la via dell'estero".

Nello sviluppo delle visiere, "ci siamo concentrati sulla qualità dei materiali usati (saranno ad esempio anticondensa e ipoallergenici) e sulla funzionalita' per coloro che opereranno sul campo. Speriamo di aver dato un valido contribuito", aggiunge Rambaldi, che con la sua Raleri ha realizzato la prima mascherina protettiva per il rugby, indossata ai mondiali del Giappone dalla stella degli All Blacks, Ardie Savea.

Kyriakoula Petropulacos, direttore generale dell'assessorato alla Sanità della Regione parla di "una risposta incredibile della parte imprenditoriale in un momento di estrema urgenza, che ha portato in tempi brevi ad avere un prodotto utilizzabile all'interno delle nostre strutture". Occhiali e visiera, dice Petropulacos, "non sono sempre nella cronaca sono cosi' sottolineati tra le carenze che abbiamo, e invece sono presidi fondamentali". Mentre infuriano le polemiche sui prezzi delle mascherine, Nannini e Raleri assicurano: "Lavoriamo con materie prime di altissima qualità e abbiamo cercato di fare un prodotto perfetto dal punto di vista della funzionalità. Ma le venderemo ad un prezzo tale solo da rendere i costi sostenibili, il nostro margine sarà' ridotto all'osso". Si parla infatti di pochi euro. Conferma la Regione: "Rispetto ai costi che avevamo con i grossi produttori non siamo fuori scala. Siamo in un range di costi assolutamente ragionevole". (dire)

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