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Coronavirus, 2 casi in Italia. Il tour-operator: "Voli cancellati e cambi di biglietto"

Umberto Sassatelli Salvadori: "Le maggiori compagnie europee stanno cancellando i voli per la Cina: British Airways, United Airlines, American Airlines e Lufthansa. Ma anche United Airlines, American Airlines, Air India e Delta Air Lines"

Due casi accertati di coronavirus in Italia: lo abbiamo saputo ieri sera dalla voce del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Si tratta di una coppia di cittadini cinesi che al momento si trova a Roma, isolati allo Spallanzani e non si conosce ancora il loro itinerario in Italia. Sappiamo che sono atterrati a Milano Malpensa insieme al loro gruppo e sono dopo alcuni giorni giunti nella capitale. 

La Regione Emilia-Romagna intanto  ha messo in piedi un'unità di crisi per monitorare il virus e, se necessario, contrastarlo. La Regione ha scritto ai direttori generali e sanitari delle Aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna ai direttori dei dipartimenti di sanità, trasmettendo le ultime informazioni aggiornate dal ministero della Salute. Nella circolare si indicano i criteri per la "definizione di caso per la segnalazione", le modalità per la "diagnosi molecolare" e le raccomandazioni per la "raccolta dei campioni clinici". Al momento in regione non ci sono casi di coronavirus: "Siamo attenti e attrezzati, ma non allarmati". Fanno sapere da viale Aldo Moro.

Ma cosa sta succedendo con i voli aerei e i viaggi? Le maggiori compagnie europee stanno cancellando i voli per la Cina: British Airways, United Airlines, American Airlines e Lufthansa. Ma anche United Airlines, American Airlines, Air India e Delta Air Lines per citarne alcune. Stanno comunque provvedendo anche ad aggiornare le condizioni di cancellazione e di cambio biglietti per venire incontro alle esigenze dei viaggiatori" Lo conferma oggi Umberto Sassatelli Salvadori titolare della storica agenzia bolognese Viaggi Salvadori.

Virus cinese: cos'è, come si diffonde e come proteggersi

L'emergenza sanitaria per il coronavirus sta provocando una forte scossa nel settore viaggi e riguarda anche il business travel: "La Cina, come risaputo, è una delle mete più battute per gli affari ed è qui che si registrano evidentemente maggiori cancellazioni. O meglio rinunce, visto che la maggior parte delle trasferte si organizzano in tempi stretti e quindi non vengono neppure prenotate. Diversa invece la situazione per il turismo: mentre i maggiori operatori hanno dato disponibilità e attivato sistemi di repro policy per cui è possibile permutare il proprio pacchetto con altro, è per ora prematuro a parer mio cancellare un viaggio programmato per l'estate. Non dimentichiamo poi che la Cina è molto grande e Hubei solo una provincia. Qualcuno si è allarmato anche per Vietnam e in generale per l'Asia, in questo caso il panico è ancora meno giustificabile". 

Coronavirus, la Regione: "Attenzione e prevenzione, ma non c'è allarme"

Intanto Toyota ha interrotto la produzione fino al 9 febbraio e il colosso del caffè Starbucks ha annunciato la chiusura temporanea di metà dei punti vendita in Cina: "La Cina non può essere isolata nè fisicamente nè economicamente -  prosegue Sassatelli - quello che si può fare è stare alla finestra e osservare quello che accade, sapendo che da parte degli operatori c'è massima disponibilità a dare informazioni e seguire i clienti. Ne abbiamo viste tante negli anni, dalla Sars all'Aviaria...". 

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