Sanità e ospedali dopo il Covid, ecco il piano: "Rinnoviamo i pronto soccorso e riapriamo i punti nascita"

Oltre 180 milioni per adeguare il sistema sanitari nel post-covid. Alcuni pronto soccorsi dovranno essere ristrutturati fisicamente, con aree interamente dedicate al coronavirus. Donini sui tamponi: "Solo ieri ne abbiamo fatti 9546". Bonaccini: "Recovery fund? Ne abbiamo bisogno per sanità pubblica"

Come anticipato, la sanità emiliano romagnola di qui alla fine dell'anno andrà incontro a un cospicuo irrobustimento, dopo la crisi del coronavirus. Un piano da 180 milioni di euro solo per il 2020, con otto punti che la Regione intende potenziare, sulla base delle indicazioni fornite dal ministero, di qui alla fine dell'anno.

Il tutto è stato presentato questa mattina durante una videoconferenza con Raffaele Donini e Stefano Boncaccini, rispettivamente assessore alla salute e presidente della Regione.

Post-covid: ospedali e pronto soccorso cambieranno

Su tutti il lavoro più oneroso è prorogare i contratti al personale sanitario già impegnato nella fase acuta. Si parla di 88 milioni, che andranno a remunerare 3851 professionisti tra medici infermieri tecnici e oss.

Altro capitolo è quello della ristrutturazione degli ospedali, in particolare dei pronto soccorsi: 49 saranno da riqualificare, di cui 37 generali e 12 specialistici. In 43 Ps la ristrutturazione sarà anche fisica ("si lavorerà sui muri" dice Donini) e su 15 di questi sono già iniziati i lavori. Il costo è stimato intorno ai 15 milioni di euro.

Terapia intensiva: per un costo di 33 milioni di euro di spesa dovranno esser adeguati anche i reparti di terapia intensiva e sub intensiva, con un upgrade dei macchinari. La soglia di TI richiesta dal ministero è di 0,14 posti ogni mille abitanti, tradotto in cifre significa circa 625 posti letto. Una cifra già raggiunta durante l'emergenza, che però ora va messa a regime e adeguata soprattutto negli spazi ("nell'emergenza abbiamo riadattato anche le sale operatorie alla degenza covid di terapia intensiva" ricorda Donini).

Prima dell’epidemia di Coronavirus, il Servizio sanitario regionale contava su 449 posti letto di terapia intensiva, tra pubblici (371) e privati (78). Ora lo standard ministeriale prevede, per ciascuna Regione, un incremento strutturale pari a 0,14 posti letto per mille abitanti; per l’Emilia-Romagna si traduce in +192 posti letto di terapia intensiva - di cui 177 già realizzati, alcuni in corso di realizzazione e, solo in minima parte, in fase di progettazione - a cui se ne aggiungono ulteriori 4 da parte del Servizio sanitario regionale che, sommati ai 449 di partenza, portano a 645 le unità disponibili.

Articolato su 6 strutture ospedaliere e ospedaliero-universitarie del territorio - a Bologna, Modena, Parma e Rimini - rafforza il sistema sanitario regionale aumentando la dotazione complessiva di 146 nuovi posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva: è l’Hub regionale e nazionale per la Terapia intensiva, a disposizione dell’Emilia-Romagna e dell’intero Paese. Il progetto di Regione e ministero della Salute, annunciato nemmeno due mesi fa, a metà aprile, è già realtà, grazie a un lavoro di squadra e a un investimento di 26,5 milioni di euro (tra fondi statali e donazioni), che rientra nello stanziamento di 33,3.  

Una rete territoriale sviluppata all’interno dei nosocomi esistenti, e dunque all’Ospedale Infermi di Rimini (34 nuovi posti letto), al Policlinico Sant’Orsola (14) e all’Ospedale Maggiore di Bologna (34), al Policlinico di Modena (30) e all’Ospedale Civile di Baggiovara (18), sempre a Modena, e all’Ospedale Maggiore di Parma (14).

Focus Piacenza e provincia: dai 17 posti letto di terapia intensiva in dotazione prima dell’emergenza, si è passati a 45 durante il picco epidemico. Il piano prevede di rendere strutturali 52 posti letto, così suddivisi: 36 posti letto di terapia intensiva, a cui se ne aggiungono 16 di semintensiva, già attrezzati con la dotazione impiantistica che ne permette l’immediata conversione in posti letto di terapia intensiva al bisogno

Polemica tamponi, Donini: "Ne abbiamo fatti 9546, e aumenteranno"

Nel corso della videoconferenza Donini risponde direttamente alle critiche della Lega, che in mattinata aveva polemizzato per lo scarso numero di tamponi effettuati, lontano dagli obiettivi annunciati nelle fasi più acute dell'epidemia.

Prendendo in mano i dati aggiornati l'assessore precisa: "Sono stati fatti 9546 tamponi nasofaringei, per un totale di 450mila dall'inizio della pandemia. Sono 1931 i test sierologici, che portano il totale a 150mila".

Sanità e piano post-covid, Bonaccini: "I soldi del recovery fund? Ci serviranno"

Bonaccini, alla fine dell'elenco delle misure, commenta: "Abbiamo subito e sofferto parecchio. ma abbiamo anche reagito alla grande, da noi ci sono strutture sanitarie di servizio pubblico straordinario e questa emergenza ha ribadito l'importanza di investire nella sanità pubblica".

Detto questo "parteciperemo come regione al recovery plan per chiedere i fondi europei: mi auguro arrivino anche quei 36 miliardi di euro 8quelli destinati alla sanità, ndr) mi auguro perché ne abbiamo bisogno. Gli ospedali non bastano abbiamo bisogno di case della salute e di assistenza domiciliare. questo piano ci colloca 100 metri avanti a tutti.

Il presidente ribadisce poi: "Riapriremo punti nascita, ne ho parlato con Speranza. Non è questione di se. Li riapriremo, in ragione del fatto che vogliamo irrobustire la sanità nei territori".

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