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Sabato, 18 Maggio 2024
Cronaca Piazza Unita d'Italia

Corteo antifascista a suon di fumogeni e invasioni, poi minacce e sputi vs Pd: denunciati in 21

Il corteo vs il movimento di destra Casapound porta con sè 19 denunce, nei guai esponenti di Aula C e Bologna antifascista. 2 giorni prima - per 'par condicio' - attacco anche alla sinistra: ingiurie e minacce a militanti politici

Il corteo antifascista contro Casapound dello scorso 24 maggio porta con sè 19 denunce, spiccate dalla Digos di Bologna. Nei guai sono finiti altrettanti esponenti di Aula C e Bologna antifascista, accusati di invasione di edifici e disturbo della quiete pubblica. Infatti, dopo la manifestazione, alcuni rimostranti invasero un cantiere dismesso facendo festa fino a notte inoltrata.

I denunciati sono di età compresa tra i 20 e i 50 anni,  molti già noti alle forze dell'ordine. Uno di loro - un 29enne originario di Roma, aderente a Bologna antifascista - è stato inoltre denunciato per lancio pericoloso di oggetti. Il giovane, infatti, si sarebbe reso responsabile del lancio di un fumogeno a fiamma viva contro le forze dell'ordine, mentre il corteo sfilava su via Malavolta. Nella stessa circostanza - riportano dalla Questura - i manifestanti lanciarono anche una bomba carta, che colpì un'auto della polizia, forando il serbatoio del mezzo e provocando la copiosa fuoriuscita di carburante. Le indagini non terminano qui, fanno sapere gli inquirenti, che nel frattempo continuano ad analizzare i numerosi filmati raccolti durante il corteo, nel tentativo di riuscire ad identificare le altre persone coinvolte.

Tra i 19 identificati, anche un giovane che ha guadagnato una seconda denuncia perchè si sarebbe reso responsabile anche di imbrattamenti, minacce e ingiurie nei confronti di alcuni militanti del Pd. L'episodio risale a due giorni prima del corto antifascista, ovvero allo scorso 22 maggio, quando in concomitanza di una manifestazione no-tav  in zona Matteotti - piazza dell'Unità, si svolgeva anche una iniziativa propagandistica del partito democratico. Uno dei manifestanti No-tav, esponente di Aula C, imbattendosi nel banchetto del Pd, non esitò a rivolgere ai militanti frasi ingiuriose del tipo: 'Assassini, siete voi la causa di quanto accade in Val di Susa".  La cosa non finì lì. Poco dopo lo stesso fece ritorno al banchetto del Pd con altri due 'sodali' al seguito. Volarono minacce e sputi contro i democratici: 'Vi manderemmo in ospedale a suon di mazzate, non lo facciamo solo per non andare in galera' - avrebbero intimato i tre soggetti accanendosi contro i militanti politici. La cosa finì con l'imbrattamento della sede del partito in piazza dell'Unità.
L'episodio ha fruttato ai tre protagonisti della vicenda - due uomini e una donna - una denuncia per violenza privata in concorso.

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