Domani il corteo dei Sinti e dei Rom. Casadio: "Alcuni di noi hanno paura di scendere in piazza"

Verso il corteo di domani, che vedrà sfilare sinti e rom: "Gli italiani non sanno nulla di noi. Eppure siamo italiani anche noi. Dal 1400"

Casadio con Cècile Kyenge (Facebook)

Il 16 maggio del 1944 nel campo di sterminio di Birkenau gli internati Sinti e Som si ribellarono ai nazisti. Il 16 maggio 2015 a Bologna i Sinti e i Rom si danno appuntamento "Per manifestare contro il virus del razzismo - spiega Davide Casadio, portavoce dei Sinti italiani - in una data che evidentemente non è stata scelta per caso. Scendiamo in campo e dovete ascoltarci, perchè siamo stanchi di essere oggetto di una politica come quella della Lega Nord, che truffa persino i suoi elettori spostando la regia e sostenendo, fra l'altro, che non siamo italiani. Lo siamo eccome, siamo in Italia dal 1400". E il Carroccio, in vista della mobilitazione di domani, insorge attaccando l'amministrazione pubblica, accusata di essere troppo tollerante. Casadio ha spiegato che al corteo di Bologna gli organizzatori distribuiranno una pettorina gialla: una provocazione per sottolineare che "senza un segno distintivo siamo tutti uguali"

Una data significativa in una città significativa: perchè Bologna? Quale il programma della giornata?

Settantuno anni dopo la ribellione nel lagher nazista, colpiti nel profondo della nostra dignità, manifestaremo a Bologna, città nella quale i Sinti e i Rom sono passati nel 1422 e dove cominciò una storia secolare di decreti di espulsione, deportazioni, violenze, tentativi di assimilazione e sedentarizzazione forzata, che hanno avuto l’effetto di rafforzare la diffidenza reciproca tra maggioranze stanziali e minoranze marginali e itineranti. Fra noi ci sono anche delle vittime della Uno Bianca e molti di noi (nessuno lo sa?) sono medici, professori, Carabinieri, professionisti come tanti. Domani il ritrovo è previsto alle ore 10 in via Gobetti, da dove parte il corteo con arrivo previsto in Piazza XX Settembre alle 12.

In quanti sarete in Piazza XX Settembre?

Non saprei dirlo. Ma quello che è sicuro è che molti di noi hanno paura di venire in piazza: in Italia (dove i Sinti sono circa 120 mila) siamo vittime di politiche razziste e persiste una grande ipocrisia che dovrebbe essere risolta con una strategia nazionale. Insieme a noi ci saranno anche alcuni esponenti della politica ma non solo, che avrebbero confermato la loro adesione: il senatore e presidente della commissione dei diritti umani Luigi Manconi, l'attore Alessandro Bergonzoni, Ivano Marescotti, il senatore PD Sergio Lo Giudice.

Avete dei vostri rappresentanti in politica?

Sì, ma siamo sempre in pochi e anche a Bologna ci vorrebbe un consigliere sinto. Alle elezioni di Bolzano ha corso Robert Gabrielli, candidato con la lista "A sinistra per Bolzano" per esempio.

Quanto sanno gli italiani dei Rom e dei Sinti?

Poco, pochissimo. Non sanno neppure che siamo italiani come loro.

IL 16 MAGGIO 1944. "Era il 16 maggio 1944 nel campo di concentramento di Auschwitz quando le SS decisero di farla finita con il campo adibito alle famiglie zingare - viene spiegato sul blog dei Sinti italiani - Un olocausto, quello patito da Sinti e Rom, che in molti preferiscono dimenticare, o meglio far finta che non sia mai avvenuto. Quel giorno le SS ricevettero l’ordine di smantellare il campo, ovvero di eliminare tutti gli internati. Nessuno si sarebbe mai aspettato di assistere a una rivolta dei gitani reclusi che, quel 16 maggio, uscirono dalle loro baracche in oltre quattromila, decisi però a non farsi massacrare senza combattere. In teoria dovevano uscire e seguire i nazisti fino alle camere a gas, ma quel giorno decisero di ribellarsi raccogliendo pietre e spranghe e lanciandosi contro le SS. I tedeschi poi gliela fecero pagare riducendo alla fame il campo e uccidendo ben 2.897 Sinti e Rom nella stessa notte, il 2 agosto dello stesso anno. E’ questa la triste storia dei massacri commessi dai nazisti ai danni anche di non ebrei, dimenticati per decenni e solo negli ultimi anni riscoperti anche grazie al lavoro di storici e minoranze etniche. Secondo le ultime ricostruzioni si crede che i nazisti abbiano trucidato qualcosa come 500.000 tra Rom, Sinti e Manush, ed è opportuno ricordare come durante il processo di Norimberga i superstiti non siano nemmeno stati ammessi come parte civile. Siamo tutti Sinti e Rom".

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