Lavoratori Fiac compressori in corteo a Sasso Marconi: "La vertenza sarà lunga"

La marcia è partita questa mattina alle 8 e si chiude in Piazza dei Martiri della Liberazione per un comizio conlcusivo

Si sono dati appuntamento alle otto di questa mattina i dipendenti della Fiac compressori per una nuova mobilitazione a Sasso Marconi. Una marcia che si chiude in Piazza dei Martiri della Liberazione per un comizio conlcusivo. Si tratta di uno dei primi cortei di una vertenza sindacale dopo l'emergenza Coronavirus e la mobilitazione dei lavoratori prosegue nonostante l'impegno dell'azienda a confermare il ritiro della procedura di trasferimento collettivo.

Dopo gli scioperi e i volantinaggi, ecco il corteo: nonostante la conferma dello stop al trasferimento a Torino, i dipendenti della Fiac compressori continuano a mobilitarsi: "A casa non si torna: il blocco dei lavoratori Fiac resiste", dicono gli operai dalla fabbrica dopo la conferma conferma del ritiro del trasferimento, ma ribadendo che "la vertenza sarà lunga".

De Maria ha presentato alla Camera l'emendamento al dl Rilancio

E a loro arrivano i ringraziamenti del deputato Pd Andrea De Maria per l'impegno messo contro la delocalizzazione della fabbrica. "Resta tutta da vincere la battaglia per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Pontecchio Marconi ed avere garanzie certe sulla continuità produttiva e la tutela dell'occupazione, in una realtà che peraltro è caratterizzata da ottimi risultati nella sua attività", afferma però anche De Maria che nei giorni scorsi si era recato ai cancelli della Fiac, assieme al segretario del Pd Luigi Tosiani. Per dar man forte alla mobilitazione, De Maria ha presentato ieri alla Camera l'emendamento al dl Rilancio (sottoscritto insieme a Debora Serracchiani, Guglielmo Epifani e Serse Soverini) per equiparare i trasferimenti collettivi senza accordo sindacale ai licenziamenti collettivi "al fine della loro impraticabilità in fase di epidemia.

Marta Evangelisti: "Invitare la proprietà per capire meglio i piani aziendali" 

In Città metropolitana, invece, si attiva Marta Evangelisti (Fdi), consigliera di Uniti per l'alternativa, con un ordine del giorno con cui si chiede che Palazzo Malvezzi, "oltre ad esprimere solidarietà e sostegno ai lavoratori della Fiac di Pontecchio Marconi, condividendo le preoccupazioni per il loro futuro occupazionale, inviti il management e la proprietà a condividere con chiarezza e trasparenza con i lavoratori e le istituzioni territoriali, i piani industriali e finanziari". Insomma, la rassicurazione arrivata ieri dal tavolo in Regione non basta.

"È necessario infatti comprendere le motivazioni reali sottese alla decisione di chiudere lo stabilimento, affinche' possano essere concertate soluzioni alternative" prosegue Evangelisti sollecitando la Città metropolitana "a favorire un dibattito che possa delineare una proposta di intervento del sindaco, a livello regionale o nazionale, tesa a favorire l'attenzione necessaria verso la difesa occupazionale dei lavoratori della Fiac e volta, soprattutto, a contribuire ad una conclusione positiva della vicenda in atto, mediante la revoca in via definitiva dell'atto di trasferimento dei lavoratori". La Fiac, conclude Evangelisti, e' "da sempre un importante aspetto del sistema produttivo locale e della storia del nostro territorio, pertanto sussistono tutte le condizioni per mantenere le attuali attivita' produttive e i livelli occupazionali, puntando anche ad un rilancio dello stesso sito produttivo di cui beneficerebbe l'intero tessuto della provincia".

Schlein, presente con i sindaci del territorio al presidio permanente dei lavoratori

“Siamo qui questa mattina assieme ai sindaci per portare la solidarietà della Giunta regionale a lavoratrici e lavoratori della Fiac Compressori di Pontecchio Marconi e a tutta la cittadinanza che ha partecipato alla manifestazione indetta dal sindacato- ha dichiarato la vicepresidente Schlein-. In un momento di così forte difficoltà, la Regione è impegnata a fare tutto il possibile per scongiurare il precipitare degli eventi e per trovare una soluzione che eviti di perdere posti di lavoro. Sarebbe un gravissimo colpo per la Valle del Reno”.

“Abbiamo ritenuto inaccettabile- ha aggiunto la vicepresidente- l’atto unilaterale di trasferimento, che a seguito dell’incontro convocato mercoledì dall’assessore Colla è stato ritirato. In questo modo sono stati creati i presupposti per avviare la prossima settimana, a partire dal tavolo già convocato per la mattinata di venerdì 12 giugno, un confronto con la proprietà sul futuro dello stabilimento, che siamo convinti possa garantire gli attuali livelli produttivi e occupazionali.

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