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Cronaca San Vitale / Via Antonio Zanolini

Corteo donne, lesbiche, gay e trans si conclude con occupazione

500 persone hanno sfilato e urlato il loro "no" alle discriminazioni e all'omofobia. Hanno proclamato la "fuxia primavera" e occupato l'ex stazione veneta di via Zanolini

Si sono ritrovati in Piazza del Nettuno alle 15 per dare avvio alla manifestazione nazionale transfemminista. Circa 500 persone hanno sfilato e urlato il loro "no" alle discriminazioni e all'omofobia. Tra loro molti volti noti, ovvero gli attivisti del collettivo Atlantide, sgomberato a ottobre scorso, che aveva provocato anche una "defezione" in Giunta, con l'estromissione dell'assessore alla Cultura Alberto Ronchi, in disaccordo con il sindaco

La mobilitazione si è conclusa con  l'occupazione dell'ex caserma Veneta di via Zanolini. Sul posto massiccio spiegamento di forze dell'ordine e traffico in tilt.

Dopo le polemiche per l'organizzazione della festa "Bologna brucia" in Piazza di Porta Santo Strefano, l'8 maggio, che ha causato qualche problema di traffico e il "disappunto" degli automobilisti, il sindaco Virginio Merola aveva preso "la decisione assai sofferta di denunciare chi ha organizzato un evento senza autorizzazioni" e aveva addirittura ventilato l'ipotesi di vietare le'evnto di oggi, poichè le manifestazioni  "annunciate come politiche che si trasformano in feste senza autorizzazioni sono violazioni di legge che non hanno nulla a che vedere con la violazione dei diritti politici". 

Il sindaco è "accecato dalla volontà di punire tutto ciò che non si allinea e non collabora”, scrivevano in una nota gli attivisti "infastidito tanto quanto Ilaria Giorgetti - che era persino andata in Questura - dalla presenza visibile e gioiosa, davanti ad Atlantide, di lesbiche gay e punk" ma "dovranno rassegnarsi al fatto che sgomberare e chiudere gli spazi autogestiti non significa far uscire dalla scena (pubblica) i soggetti che li hanno fatti vivere e che anche fuori da questi spazi continuano ad auto-organizzarsi autonomamente". 

Al corteo di è unito anche il collettivo Social Log che ha lanciato il messaggio: "Senza casa, non si può amare". 

Tra musica, balli, piccoli sketch e messaggi politici, donne, gay, lesbiche, trans, migranti e rifugiati hanno proclamato la "fuxia primavera" e dichiarato la loro indipendenza, ma hanno detto la loro anche sul tema del lavoro e sullo sfruttamento, particolarmente discriminatorio per donne, gay e lesbiche: "Siamo qui per la nostra autodeterminazione - ha detto Barbara di Atlantide ai cronisti e per rivendicare alcuni temi come quello - della salute, della casa, del reddito, ma soprattutto per chiedere uno spazio, perchè siamo considerati delle minoranze. Ci fanno credere di mettere dei punti sui diritti civili, dimenticandosi quelli politici ed economici". Da via indipendenza a via Irnerio e sui viali, fino alloccupazione della stazione ex-veneta di via Zanolini.

LGBT in corteo nel centro storico

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