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Corteo Sicobas

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Corteo di protesta 'blocca' il centro: 300 manifestanti in Ugo Bassi e Indipendenza

Bandiere, slogan e megafoni accesi per una lotta contro il Jobs Act e a favore dei diritti dei lavoratori e per la casa. In corteo Si Cobas, Social Log, Cua, Cub e Usi-Ait

Erano circa 300 i manifestanti che questo pomeriggio, riunitisi in Piazza Maggiore in questa giornata di sciopero, hanno protestato marciando sotto il Nettuno, poi davanti alla Prefettura, lungo le vie Ugo Bassi e Indipendenza, vie che sono state bloccate per circa un'ora, mentre le forze dell'ordine sono rimaste schierate per evitare disordini.

Nel 'serpentone' che ha attraversato il centro città con slogan e bandiere gli attivisti di Cua, Social Log, Cub, Usi-Ait e Si Cobas: "Una grande giornata di sciopero oggi in tutta Italia gridando guerra alla guerra". Gli slogan hanno fatto riferimento ai "provvedimenti anti-operai del Governo" alle "responsabilità dei datori di lavoro" e poi ancora al problema della casa, degli sfratti e degli sgomberi.  

"Nella giornata di oggi 18 marzo la sezione USI-AIT di Bologna ha presidiato Piazza XX Settembre con un gazebo informativo sulle motivazioni che hanno spinto alla proclamazione di questo importante sciopero nazionale che ha coinvolto tutte le categorie del settore pubblico e privato. Oggi abbiamo deciso di scioperare contro l’Accordo di Rappresentanza Sindacale del 2014, fra i dirigenti Cgil-Cisl-Uil e i padroni di Confindustria, che ha lo scopo di ecludere totalmente i sindacati e i gruppi di lavoratori che hanno deciso di non abbassare la testa". Ed è proprio da Piazza XX Settembre che i manifestanti sono arrivati attraverso via Indipendenza, ricongiungendosi agli studenti del Cua, a loro volta provenienti dalla Facoltà di Scienze Politiche. 

"Scioperiamo contro il Jobs Act - spiegano i sindacati - una legge fatte per renderci sempre più precari e inermi; contro il ricatto delle differenze salariali che spezzano la solidarietà nei luoghi di lavoro, per il blocco e la cancellazione dei sistemi delle esternalizzazioni e degli appalti, solo metodi con cui sfruttare di più i lavoratori. Lottiamo e sosteniamo ogni esperienza di lotta per la redistribuzione del reddito, per il diritto all’abitare, diritto al lavoro e alla salute a prescindere dal luogo di nascita".

"La realtà che vogliono farci percepire i giornali e le tv è sempre più distante dalla realtà che dobbiamo affrontare ogni giorno - continua l'Unione Sindacale Italiana  - la politica prova a metterci uno contro l'altro per poterci soggiogare meglio, per questo, oggi ancora una volta scegliamo di alzare la voce contro la politica economica e sociale del governo Renzi e dell’unione Europea. Oggi siamo stati in strada con la nostra arma più forte: la solidarietà fra tutte e tutti, fra i lavoratori diversi". 

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