Sciopero e corteo in città: "Contro le politiche del governo, ma condanna per l'assalto alla sede CGIL"|VIDEO

In migliaia hanno sfilato per le vie della città: tanti i lavoratori, ma anche studenti

Lavoratori della scuola, operai, studenti e i sindacati di base in corteo questa mattina dalla Bolognina a Piazza Maggiore per chiedere salari adeguati e stop alla precarietà. 

"Per la scuola non è stato fatto niente - dice a Bologna Today Silvia Di Fresco, insegnante - la situazione è pessima, il numero di alunni per classe è rimasto il medesimo. Ho una prima di 28 allunni, come può essere il recupero dopo due anni di Dad?". 

Sfilano anche i lavori della logistica e di Logista, l'azienda che chiuderà uno stabilimento bolognese e che è diventata un caso, quando in piena estate ha informato i lavoratori via Whatsapp: "Dicono che ci sono 44 ricollocazioni, ma non si sa niente, sono solo sulla carta - sottoliena Pietro De Marco dell'Rsa Logista - la nostra preoccupazione sono posti con condizioni molto peggiorative". 

"Siamo contro questo modello di scuola - dice Miriam - che ci porterà a essere futuri precari e tende alla competititvità. Siamo contro il governo Dreaghi e il ministro Bianchi che sta portando avanti questo modello che sta facendo disastri, in questo anno di dad hanno abbandonato 200mila studenti". 

"Cgil, Cisl e Uil sbagliano politica, ma condanna rispetto ai fatti di ieri, a dei fascisti che hanno occupato la sede della Cgil, perchè sono andati in una sede sindacale e non a Confindustria?" chiede Massimo Betti di Sgb. 

"Siamo in piazza contro le politiche del Governo - dice a Bologna Today Ermes Mongardi, lavoratore e delegato sindacale di Tper - in Tper abbiamo di fronte un'azienda sorda". 

"Crediamo che questa fascia sta vivendo problemi molto pesanti - dice Mauro Collina di Rifondazione Comunista - se pensiamo ai lavoratori della logistica che vengono picchiati, c'è un problema in più nel nostro paese e anche a Bologna". 

"E' possibile costruire un'alternativa ai sindacati confederali non sono parte della soluzione del problema, ma parte del problema", dichiara Tiziano Loreti di Sì Cobas. 

"L'università è assoggettata alle azinede, molto difficile cercare casa, molti nostri compagni studiano ancora on line, le biblioteche non sono alla capienza massimo, quindi è molto difficile per chi vive in doppia", dice Elisa, studentessa fuorisede. 

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