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'Contro la repressione nelle scuole', studenti medi si incatenano al Nettuno poi sfilano in corteo

L'azione simbolica per protestare contro la presenza di forze dell'ordine e telecamee negli istituti: 'Le scuole sicure? Sono quelle che non crollano, altro che cani antidroga'

"Spezzare le catene della repressione". Con questo slogan un centinaio di giovani studenti medi, radunati dai collettivi Cseno, Link e RitmoLento hanno rpeso a sfilare per le vie del centro, lungo via Indipendenza in direzione della zona universitaria.

Poco prima un gruppo di attivitsti aveva circondato il Nettuno, incatenandosi simbolicamente attorno al Gigante. I motivi della protesta -spiegano dal megafono- sono da ricercare nel Dl sicurezza e nella politica repressiva del governo nei confronti degli stituti superiori: "Telecamere, can antidroga, poliziotti dentro le scuole, per loro questa è la prevenzione nelle scuole, ma per noi le scuole sicure sono quelle che non crollano, sono quelle possiamo avere aule per rimanere al pomeriggio, sono quelle dove i nostri vicini di banco non hanno problemi con la cittadinanza e possono studiare assieme a noi".

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