Non arriva lo stipendio dall'azienda, si dimette metà dei lavoratori

Accade in una azienda di Corticella, a lanciare l'allarme la Fiom-Cgil

Gli stipendi non arrivano e loro se ne vanno: 12 lavoratori della Niba Light (azienda di Corticella che occupa circa 26 dipendenti e produce impianti di illuminazione per giardini) si sono dimessi ieri per giusta causa dopo la mancata retribuzione di due mensilità e mezzo.

E così la Niba si ritrova con metà del suo personale dall'oggi al domani. L'azienda bolognese, già poco tempo dopo essere stata rilevata a fine luglio da un nuovo management, "ha cessato di pagare gli stipendi con regolarità" e, "nonostante numerose ore di sciopero, solleciti, e incontri con la proprietà, a oggi non vi sono prospettive chiare per quanto riguarda il futuro dello stabilimento", lancia l'allarme la Fiom-Cgil. L'incertezza è tale che appunto in 12, in prevalenza donne, "stanchi e senza più fiducia nella nuova proprietà", hanno deciso di "rassegnare le dimissioni per giusta causa riservandosi, nel caso l'azienda non dovesse corrispondere le retribuzioni arretrate in breve tempo, di adire le vie legali", avvisa il sindacato.

Con la vecchia proprietà della Niba alcune difficoltà c'erano lo stesso, ma "almeno le retribuzioni erano in pari...- allarga le braccia Roberto Bedetti, della Fiom-Cgil di Bologna- abbiamo fatto diversi incontri con il nuovo management e ci hanno fatto promesse chiedendoci di pazientare", ma gli stipendi non si sono visti e così 12 dei 26 dipendenti se ne sono andati. Ora possono far domanda di Naspi.

Con quelli che restano si faranno assemblee per capire la situazione, ma non è escluso che ci possano essere altri addii dietro l'angolo. Tra l'altro, osserva Bedetti, "questa azienda che è stagionale, nel bel mezzo della produzione, ha deciso di spostarsi da Calderara a Corticella e le cose si sono complicate. Gli ordini ci sarebbero ma mancano i soldi per pagare gli stipendi e comprare i materiali...".

La Fiom, "anche alla luce di una situazione in continuo deteriorarsi", richiama intanto, e "con forza, l'attuale management alle proprie responsabilità e agli impegni contrattuali e di legge. Riteniamo necessario ristabilire la regolarità  delle retribuzioni e che ci sia finalmente chiarezza sul piano industriale; un piano industriale che deve essere serio e credibile perché solo così sarà possibile ristabilire un clima di fiducia fra i lavoratori".

Inoltre, Fiom e lavoratori chiedono il tavolo di crisi in Città metropolitana per "non perdere un'altra importante azienda del territorio". Per i 12 che se ne sono andati si chiede invece di verificare se, con gli strumenti del progetto "Insieme per il lavoro", si possa avviare "un percorso che porti una rapida ricollocazione". (Mac/ Dire)

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