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Cronaca

Bolle Covid, la denuncia Cisl-Fp: "Sistema in difficoltà, pochi operatori"

Michele Vaira, segretario aziendale della Cisl-Fp di Bologna, torna a lanciare l'allarme sulla carenza di personale nei reparti

L'ortopedia dell'ospedale Maggiore di Bologna è diventata ormai "un vero e proprio reparto Covid", per di più con una "dotazione organica insufficiente". E questo perchè il sistema delle bolle "è un fallimento". 

La sentenza arriva da Michele Vaira, segretario aziendale della Cisl-Fp di Bologna, che torna a lanciare l'allarme sulla carenza di personale nei reparti e sulla parallela crescita dei positivi tra i ricoverati. Lo riporta l'agenzia Dire.

"In Ausl di Bologna il sistema delle bolle è in grosse difficoltà per i numerosi casi- afferma Vaira- a maggio il direttore sanitario, Lorenzo Roti, aveva detto che le bolle si sarebbero drasticamente ridotte perché i pazienti positivi asintomatici ricoverati per altre patologie sarebbero diminuiti con l'arrivo dell'estate. Ma cosi non è stato".

A oggi, spiega il sindacalista, "in alcune unità assistenziali la situazione delle bolle sta sfuggendo di mano. Come nel reparto di ortopedia dell'ospedale Maggiore, dove al 13esimo piano risultano cinque bolle con nove pazienti Covid e all'11esimo piano, sempre ortopedia, risultano ad oggi cinque bolle con otto pazienti Covid".

Quindi, insiste Vaira, "non parliamo più di un reparto con una bolla o al massimo tre bolle, ma di un vero e proprio reparto Covid, dove la dotazione organica non è adeguata alla reale situazione assistenziale".

Il personale infermieristico e Oss di ortopedia, segnala il rappresentante Cisl, "è in forte criticità perché non è in grado di garantire lo standard assistenziale richiesto per i pazienti ricoverati, mettendo a rischio la propria salute".

A questo si aggiunge il fatto che "non c'è un percorso ben definito di 'pulito' e 'sporco' per le bolle - spiega ancora Vaira - e il personale è costretto a vestirsi e svestirsi continuamente per garantire l'assistenza anche ai degenti non positivi". 

L'Ausl difende le bolle covid: "Permettono prestazioni specialistiche"

Lo stesso problema si registra anche "in area medica dell'ospedale di Budrio", avverte il sindacalista, dove ci sono "sei bolle e l'assistenza è garantita sempre dallo stesso personale".

Come Cisl-Fp, ricorda Vaira, "avevamo già chiesto a maggio di potenziare gli organici nei reparti con le bolle, affinché ci fosse personale dedicato. Invece tutto questo non è stato fatto".

Ad oggi il numero degli operatori in servizio nei turni H24 "è lo stesso dell'assistenza ordinaria, come se il Covid non ci fosse". E questo, sostiene Vaira, avviene "solo per non dichiarare che il reparto è un reparto 'Covid' e per non riconoscere al personale in assistenza l'indennità di malattie infettive". Il 21 luglio scorso, infatti, in sede trattante l'Ausl di Bologna "ci ha presentato i fondi contrattuali per il 2022, i quali sono in negativo. E questo preoccupa molto, sia per la valorizzazione del personale sia per la tenuta delle assunzioni".

Il sindacato attende ancora un incontro con il direttore generale, Paolo Bordon, chiesto a giugno "per confrontarci sui temi che ad oggi sono per noi prioritari, come le assunzioni, le stabilizzazioni, il sistema delle 'bolle' e l'organizzazione assistenziale dell'intera Ausl, che ad oggi sembra un mistero mentre a qualche dirigente interessa solo l'infermiere di famiglia e di comunità, togliendo personale da altre unità assistenziali invece di potenziare sul territorio l'assistenza domiciliare (le Usca non sono in grado di coprire tutto il territorio bolognese) e quella ostetrica, dal momento non riaprono i punti nascita", attacca Vaira.

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