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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Vaccino, Pandolfi: "Ancora 90mila non vaccinati. Con Novavax puntiamo a convincere 35mila"

Il direttore del Dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl fa il punto sulla campagna vaccinale e sui contagi

Sono ancora 90mila le persone da vaccinare contro il Covid a Bologna e provincia. Mentre la copertura nei bambini tra i 5 e gli 11 anni è intorno al 40% con la prima dose. "Per me è già un successo, mi aspettavo anche meno". A dirlo è Paolo Pandolfi, direttore del Dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl di Bologna, parlando alla Dire questo pomeriggio all'hub di Casalecchio per l'avvio delle somministrazioni del nuovo siero Novavax.

"In tutto siamo intorno alle 90mila persone non ancora vaccinate - spiega Pandolfi - è il 10% che ci manca". All'interno di questa quota, però, "ci sono anche persone non vaccinabili, persone non facilmente gestibili o che sono state malate e che hanno rinviato l'appuntamento". In poche parole, "è quello che ci aspettavamo- dice Pandolfi- anzi siamo molto contenti di questa campagna. Io mi aspettavo una copertura intorno all'80-85%, quindi abbiamo avuto un grande successo".

Quello che invece è "ancora un punto critico sono i bambini- afferma il numero uno del Dipartimento di sanità pubblica- è una quota che non ci garantisce ancora una buona capacità di controllare la diffusione del virus. Siamo intorno al 40% come prima dose e devo dire però che per me è già un successo. Mi aspettavo anche meno".

Col procedere della campagna vaccinale, e con sempre meno persone che non hanno aderito alla profilassi, i grandi hub sono destinati a essere ridotti. L'hub di Casalecchio comunque "resterà a disposizione dell'Ausl fino a fine anno", spiega Pandolfi, e già oggi viene utilizzato anche per altri vaccini non Covid, come quello contro lo pneumococco, l'herpes zooster o il papilloma virus.

"Chiusi gli hub, c'è comunque una rete molto ricca e prossima da valutare- afferma Pandolfi- è la rete dei classici ambulatori vaccinali, ma non solo, con una minore capacità massiva di produzione ma più localizzata, che aiuta a gestire anche situazioni particolari".

Lo stesso discorso vale anche per la campagna vaccinale in età pediatrica. "Un centro vaccinale importante ha avuto un senso per dare una spinta alla campagna" dedicata ai bambini al suo avvio. "Ma mi sta anche bene avere nei vari ambulatori, che sono più prossimi alla popolazione, anche punti per l'età pediatrica- dice Pandolfi- la campagna massiva è stata importante, una distribuzione di ambulatori già attivi sul territorio e in grado di offrire anche questo servizio, mi sembra si possa fare".

Con Novavax l'Ausl punta a convincere 35mila indecisi

Sono iniziate oggi a Bologna le somministrazioni del nuovo vaccino Novavax contro il Covid. Ma per ora le prenotazioni non si sono impennate. Oggi sono 81 le persone che hanno preso appuntamento per il nuovo siero, all'hub di Casalecchio, su 200 dosi a disposizione, complice anche il fatto che la platea ancora da vaccinare è ormai ridotta.

In questo momento la campagna vaccinale nel suo complesso sotto le Due torri, vede "minori prenotazioni, essendo la platea di popolazione meno importante rispetto al passato. C'è una domanda più bassa- conferma Pandolfi- la nostra media è di circa 2.000-2.500 vaccinazioni al giorno. Diciamo che è rimasto uno zoccolo più duro di persone ancora da vaccinare". Il Novavax, da questo punto di vista, è da un lato "un'opportunità" per convincere i più titubanti. Ma c'è anche un "problema di sensibilità che deve cambiare nelle persone- sostiene Pandolfi- non è che un'arma in più aiuta ad avere sicuramente 100 persone in più. Si tratta di avere una propensione che un vaccino in più da solo non può dare".

Il Novavax, comunque, "è un vaccino che per alcuni esitanti, che avevano dubbi sulle altre tecnologie, può essere un modo per ridurre i loro timori- ragiona Pandolfi- gli altri vaccini però restano ugualmente validi, sono sempre affidabili e con un grado di sicurezza altissimo". Col Novavax, in particolare, l'Ausl di Bologna spera di riuscire a intercettare "almeno quelle 35.000-37.000 persone che sono quelle che riteniamo un po' le più critiche- spiega Pandolfi- cioè gli over 50 che non si sono ancora vaccinati".

Il Novavax, a differenza degli altri, è un vaccino che non funziona tramite Rna, ricorda Pandolfi, ma è "prodotto con una tecnologia classica, già utilizzata per molti vaccini tra cui quello contro l'epatite B, che per noi in Italia ha avuto un grande successo". Ed è proprio questo elemento che potrebbe aiutare a convincere gli indecisi. Come testimoniano i primi a fare la puntura col nuovo vaccino, questo pomeriggio all'hub di Casalecchio.

"Era già da qualche settimana che pensavo che avrei fatto il nuovo vaccino appena fosse arrivato in Italia, perchè mi convince di più rispetto agli altri- dice Lucrezia, 21 anni- io studio Giurisprudenza a Bologna, finora ho fatto tutto online e non sono più uscita: non sono andata nei ristoranti e nei posti dove serviva il super green pass. Però ce l'ho fatta tranquillamente e senza problemi. Non ho mai avuto il Covid, non l'ho mai preso. Se non fosse uscito questo nuovo vaccino avrei continuato a fare come ho sempre fatto, senza vaccinarmi. Ora aspetto che arrivi il green pass e poi andrò al ristorante anch'io".

Della stessa idea è Vincenzo, che di anni invece ne ha 87. "Ho deciso perchè è formulato secondo i vecchi criteri proteici, non si serve dell'Rna- spiega- mi dà più fiducia. Sono sicuro e speranzoso dell'effetto pieno, come dovrebbe essere un vaccino, senza ulteriori inoculazioni in futuro". Anche Vincenzo in questi non ha mai avuto il Covid, "e neanche l'influenza stagionale: sono stato sempre benissimo, sarò stato fortunato. Sono stato molto attento e ho cercato di evitare al massimo i contatti con gli altri. Vivo con la mia compagna, vaccinata normalmente".

Vincenzo è pensionato. "Col green pass avrei avuto problemi a ritirare la pensione ogni mese negli uffici postali con questa chiusura insensata- dice- ma ho previsto questa mossa poca favorevole e ho provveduto diversamente".

Il punto sui contagi

La curva dei contagi a Bologna e provincia è in "diminuzione evidente" ma ora tende a rallentare. "Siamo sempre a livelli alti". Invita a restare in guardia Paolo Pandolfi.

"C'è una diminuzione evidente dei contagi- conferma Pandolfi- ma che adesso tende a essere meno evidente rispetto all'inizio. Siamo sempre a livelli alti, in febbraio abbiamo avuto in media 580 casi al giorno nuovi. La fortuna è che sono casi asintomatici o con sintomi non gravi. Ma ci sono ancora quelli che impegnano le nostre terapie intensive e gli ospedali. E questo è l'elemento che fa la differenza rispetto alle altre ondate: numeri alti ma minore impegno negli ospedali. Però la gente comunque si ammala".

Mentre la pressione sulla sanità bolognese si affievolisce, l'Ausl inizia già a prepararsi per l'autunno. E non è esclusa una nuova campagna vaccinale contro il Covid, in concomitanza con quella antinfluenzale. "Una nuova campagna in autunno l'abbiamo e la stiamo mettendo in conto, è molto probabile- dice Pandolfi- quarta dose? Potrebbe anche essere. Dovendo lavorare per creare cordoni di sicurezza sulle categorie più fragili, ci aspettiamo una campagna anche affiancabile a quella dell'antiinfluenzale".

Proprio in questi giorni, spiega Pandolfi, a livello regionale "stiamo valutando il piano per la gestione della possibile epidemia influenzale, perchè sarà un problema. Se quel virus circola poco, crea poca capacità nelle persone di riconoscerlo. Essendo state le ultime due stagioni molto basse di influenza, la nostra paura è che possa essere un'epidemia che si presenta molto più forte. Quindi bisogna fare attenzione".

L'autunno del resto "è il periodo in cui si presentano queste malattie e quindi è un punto interrogativo, perchè non sappiamo come evolve- sottolinea il direttore del Dipartimento di sanità pubblica- tuttavia abbiamo strumenti, e abbiamo imparato molto dalle nostre campagne, per gestire al meglio situazioni d'emergenza e avere campagne vaccinali rapidamente realizzabili". A fine mese, intanto, dovrebbe terminare lo stato d'emergenza a causa della pandemia.

"Dovremo sicuramente ricostruire i sistemi di tracciamento adeguati- prevede Pandolfi- che permettono di individuare rapidamente il caso e agire in modo diretto per creare un cordone di sicurezza intorno a quel caso. Quindi un'attenzione più chirurgica, che va mantenuta, perchè vogliamo mantenere una circolazione bassa del virus. Dobbiamo evitare che circoli troppo, altrimenti il rischio è di avere altre varianti. Lo stiamo vedendo nel resto del mondo".

In Italia, sottolinea il dirigente Ausl, "abbiamo fatto un contenimento importante con la vaccinazione, siamo oltre il 90% di copertura, ma ci sono Paesi tra il 5 e il 10%. E' quello il punto critico, le malattie non hanno confini e circolano con le persone. Dobbiamo creare le condizioni perchè il virus non circoli anche negli altri Paesi del mondo".

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