Covid e crisi, boom di lavoro per i Caf: "Aumentate del 23 per cento le sole richieste per reddito cittadinanza"

Unsic: "Aumentano i tagli ai trasferimenti dallo stato per questo tipo di servizi"

I Caf sono in piena attività, e non solo per le scadenze fiscali. E' la rete di centri di assistenza fiscale di Unsic - Unione nazionale sindacale imprenditori e coltivatori, a fare un sommario report.

Per esempio, da gennaio 2020 le nuove domande per il reddito di cittadinanza nel periodo dell’emergenza da coronavirus sono auemntate secondo unsic del 23 per cento.

Ma non solo. Tra le pratiche da sbrigare c'è anche il reddito di emergenza, i bonus mensili per i lavoratori autonomi e il bonus colf, esteso ai nonni, così come il superbonus al 110 per cento per le ristrutturazioni.

Emblematici tre dati relativi al 2019: attraverso i Caf sono passate il 94,7 per cento delle domande (Dsu) per l’Isee, pari a sette milioni e 578mila; circa l’85 per cento delle dichiarazioni dei redditi parte annualmente dai centri di assistenza fiscale; circa due terzi delle domande per il reddito di cittadinanza passa per i Caf.

“I principali servizi sono offerti gratuitamente grazie a convenzioni con lo Stato che, una volta tanto, premiano la proficua collaborazione tra pubblico e privato – spiega Domenico Mamone, presidente del Caf Unsic. L’accordo tra Inps e Caf, ad esempio, vale quest’anno circa 117 milioni di euro a fronte di attività che gli sportelli dei centri di assistenza fiscale offrono in termini molto concorrenziali sia per la prossimità, grazie ai circa 45mila sportelli sparsi in tutta Italia, sia per la competenza, merito di pool di esperti a disposizione dell’utenza, sia per efficienza. “Le nostre strutture sono rimaste aperte anche nel periodo di quarantena, rispetto alla chiusura di molti uffici pubblici – ricorda Mamone".

C’è un problema, però, che specie negli ultimi anni emerge puntualmente: aumentano i tagli dei trasferimenti economici Stato-Caf. “Sono stati 30 i milioni in meno tra il 2018 e il 2019, a fronte della parallela crescita delle materie delegate – spiega il presidente dell’Unsic.

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“Quest’anno, poi, a causa della crisi da Covid-19, s’è verificato un boom di richieste per alcuni servizi, come nel caso del sempre più strategico Isee, circa un 35 per cento di domande in più rispetto allo scorso anno, che spinge ulteriormente in su quel più 20 per cento del 2019. Crescono pure le richieste di reddito di cittadinanza base: secondo i dati Inps riferiti ad agosto 2020, ne beneficiano ormai 1.464.835 nuclei familiari per un totale di 3,081 milioni di persone. In Emilia-Romagna sono 50.079 (su 89.108 domande)”.

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