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Misure anti-Covid, il decreto chiude le discoteche: "Ce lo aspettavamo, ma fa male lo stesso"

Oliviero Giovetti, gestore di due locali da ballo di Bologna rappresenta il settore: "Abbiamo bisogno di sostegno da parte del Governo perchè arriviamo da mesi bui e abbiamo davanti un periodo a zero incassi"

Il nuovo decreto stringe la maglie, i numeri dei contagi crescono (qui l'ultimo bollettino dell'Emilia-Romagna e i dati di Bologna) e il Governo ha preso dei primi provvedimenti intervenendo laddove entrare in contatto con il Coronavirus sembra più facile: fra questi luoghi, come prevedibile, ci sono le discoteche, che chiudono fino al 13 novembre 2020 mentre per i locali senza tavoli si chiude alle 21 e i ristoranti alle 24.

Il gestore dello Chalet e del Qubo: "Il settore ha bisogno del sostegno dello Stato"

Oliviero Giovetti, 52 anni di cui 29 trascorsi lavorando nel settore dei locali da ballo a Bologna (ne gestisce due, lo Chalet dei Giardini Margherita e il Qubo), non cade certo dall'albero ma il contraccolpo è comunque forte e la preoccupazione c'è, eccome: "Me lo aspettavo, ma non posso negare che vederlo scritto sulla carta fa effetto, soprattutto dopo questi mesi passati in sofferenza. Il termine è stato fissato al 13 novembre, ma verrà certamente prolungato a fine anno e comunque fino a quando non ci sarà il vaccino non ne usciremo". 

Una luce in fondo al tunnel: la speranza arriva dal Ministro dello Sviluppo Economico

La situazione è davvero pesante, ma qualche settimana fa c'è stato un incontro a Roma fra le associazioni di settore SILB e Assointrattenimenti e il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli che qualche speranza la potrebbe dare: "Sono stranamente positivo, fiducioso. Durante la riunione alla quale abbiamo partecipato il Governo, nella persona del Ministro, ha riaperto le trattative e si è reso fattivamente disponibile ad accogliere le nostre legittime istanze". Le previsioni in ordine al quantum dei finanziamenti originariamente richiesti dalle tre associazioni di categoria rappresentanti il 100% del settore con documento a firma congiunta, sono però risultate di gran lunga ridimensionati e, purtroppo "assolutamente inadeguati" come fanno sapere gli addetti ai lavori. "Si è tuttavia ottenuta la promessa di una immediata ricerca di ulteriore disponibilità economica, unitamente alla segnalazione per cui alcune regioni, come ad esempio l’Emilia-Romagna, si sono rese disponibili ad affiancare il Governo negli sforzi necessari ad idoneamente indennizzare il nostro settore". 

Stare aperti però, nei luoghi chiusi e controllando continuamente gli avventori sarebbe stata una fatica, anche economica. Giusto? "Certo che sì: non è stato facile far rispettare i distanziamenti questa estate e non lo sarebbe stato adesso, ma lo abbiamo sempre fatto investendo anche in figure ad hoc che si sono sommate ai lavoratori già in essere. Il tutto mentre all'esterno (sui prati dei Giardini Margherita) andavano avanti le feste Erasmus con bottiglie passate di mano in mano e persino mini-bar su ruote e con casse potentissime che improvvisafano feste e quindi anche assembramenti, oltre a somministrare alcol senza alcuna autorizzazione. Insomma, noi lo sforzo lo abbiamo fatto e ci è costato, adesso speriamo in un sostegno". 

A Bologna le discoteche sono 7, 300 circa in tutta l'Emilia-Romagna

Negli ultimi 20 anni le discoteche in Italia da oltre 5 mila sono diventate 2.274: una specie in via d'estinzione praticamente. Eppure il ballo è una delle forme di intrattenimento che resta costante nella storia dell'uomo, presente in tutte le epoche storiche: "Un periodo molto duro anche senza Covid e un settore che avrebbe bisogno di aiuti: mi viene in mente la Germania, dove ai club è stato messo a disposizione un fondo perduto per rinnovarsi". 

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