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Cronaca

Quarantene, isolamento e tamponi gratis. Farmacie travolte dalle domande dei cittadini, Federfarma fa chiarezza

INTERVISTA a Gallina Toschi (Federfarma) che illustra chi può usufruire del servizio in farmacia e come comportarsi in mancanza di comunicazioni dall’ausl su quarantene e isolamento

Le farmacie, zona di comfort per il cittadino, sono sempre più impegnate sul fronte covid soprattutto da quando, ormai dieci giorni fa, lunedì 10 gennaio, sono state coinvolte per la determinazione della fine isolamento e quarantena con i tamponi rapidi. Ne abbiamo parlato con Achille Gallina Toschi, farmacista e presidente di Federfarma Emilia-Romagna.

Tamponi di inizio e fine isolamento e quarantena in farmacia, come sta andando?

"Sicuramente è un lavoro molto impegnativo anche perché le disposizioni di quarantena e isolamento non sempre arrivano. Stiamo gestendo al meglio tutta la mole di lavoro, ma se per l'isolamento in mancanza di comunicazione della Asl basta comunque un referto del tampone, per la quarantena la gestione è un po' più complicata. Per cui adesso succede che chi fa la quarantena, la fa per propria responsabilità e poi viene in farmacia per fare un tampone, e quindi a pagamento. Per quel che riguarda l'isolamento, invece, sebbene non siano pochi i casi in cui l'Asl non lo comunica, tutto viene gestito registrando i tamponi, in base al rispetto dei 7 o 10 giorni di durata, e per chi non ha ricevuto la comunicazione ma ha diritto al tampone gratuito in uscita, c'è a disposizione un'autocertificazione che sarà inviata al dipartimento".

"I casi sono talmente tanti che l'azienda, qui a Bologna come in tutta Italia, non riesce a raggiungere i contatti stretti. Il paziente con in mano un tampone negativo è comunque già libero".

Facciamo chiarezza, chi deve (e non deve) rivolgersi al canale farmacia per il test?

"Innanzitutto può venire in farmacia chiunque voglia fare un controllo, quindi il cosiddetto screening, poi possono venire le persone che non hanno mai avuto sintomi e hanno avuto un contatto stretto e poi c'è il caso di chi appunto deve procedere per la fine isolamento e noi possiamo gestirli se il paziente è sempre stato asintomarico o lo è da almeno tre giorni. Devo dire che finora c'è molta responsabilità da parte di tutti e non si sono verificati episodi spiacevoli".

Quali le vostre maggiori criticità organizzative? 

"Il problema principale adesso è l'aspetto informativo. C'è tanta confusione e riceviamo tantissime telefonate con richieste di informazioni. Cosa ci domandano? Chiedono di interpretare i documenti, le date di inizio o fine isolamento, cosa fare in caso di mancate disposizioni e via dicendo. Spesso varie problematiche sono legate al rilascio dei green pass ma purtroppo il sistema di caricamento non è sempre performante. Inoltre, in questi dieci giorni ci sono state importanti novità e quindi è fisiologica questa confusione. Un esempio: il test di screening per gli studenti se entrano in contatto con un positivo. La delibera regionale dice che il tampone gratuito si può fare se richiesto dal medico o pediatra mentre nei giorni scorsi i presidi sostenevano non fosse così. Poi la questione è stata chiarita. Abbiamo un ottimo rapporto con la Regione – con la quale ci sentiamo diverse volte al giorno – e un confronto continuo, proficuo, per cui ogni problema viene poi gestito e risolto". 

Con l'avvio dell’autotest prevede un alleggerimento del lavoro?

"Posto che è una sperimentazione per chi ha tre dosi di vaccino e per chi ha il fascicolo sanitario elettronico e lo utilizza, dunque una fetta di popolazione e fascia di età con dimestichezza informatica, sicuramente è un sistema che è stato pensato anche per sgravare e aiutare le farmacie. Ma il punto è un altro: l’importante è che l'auto-test venga fatto bene, se sì allora penso possa essere anche un modo per cominciare a pensare ad una fase nuova della pandemia. Una fase in cui i cittadini si autogestiscono, quindi una fase di responsabilità e un nuovo inizio interessante".

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