Covid, focolaio nella struttura anziani: i positivi salgono a 34

E' stato registrato venerdì scorso, contagiati ospiti e operatori

Dopo i focolai nelle scuole e sui luoghi di lavoro  - tra gli ultimi quello evidenziato all'Inps che ha portato alla chiusura di alcune sedi - un nuovo cluster, in una struttura per anziani a Bologna gestita da Asp, è stato registrato venerdì scorso, a seguito delle attività di screening programmate al Giovanni XXIII di viale Roma. 

Come riporta l'agenzia Dire, a oggi, sono 34 i positivi nella struttura, così il dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl ha sottoposto al tampone tutti gli ospiti del complesso, non solo del reparto dichiarato zona rossa, più tutto il personale della struttura: si parla quindi di 129 anziani e 133 tra operatori e tecnici.

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Tra gli ospiti i positivi sono 28, oltre, poi ci sono gli operatori e un tecnico. Tutti sono asintomatici, si spiega da Asp, che ritiene la situazione "abbastanza tranquilla". Nel frattempo, sono iniziati i tamponi anche nella struttura di via Albertoni, dove nei giorni scorsi era emerso un caso di positività in un ospite a seguito di un ricovero in Pronto soccorso per un motivo diverso dal covid. In questo caso, il dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl sta eseguendo in tutto 90 tamponi tra anziani e personale della struttura. Gli esami dovrebbero terminare giovedi'.

"Si può aggravare la forte sofferenza del personale, già in forte carenza di organico"

In merito alla notizia del nuovo focolaio di Covid19 emerso nella struttura per anziani Giovanni XXIII di viale Roma a Bologna, gestita da Asp, interviene la Fp-Cgil di Bologna. “Siamo stati informati da diversi lavoratori dei casi positivi in Viale Roma, nel reparto C – chiarisce Simone Raffaelli (Fp-Cgil Bologna) -. Attendiamo notizie e dati certi, prima di tutto per cercare di capire da dove si sia originato il contagio e se hanno funzionato o meno le misure previste dai protocolli, in particolare per isolare gli altri reparti”. Inoltre, evidenzia Raffaelli, “temiamo che le situazioni di positività possano anche aggravare la forte sofferenza del personale, già in forte carenza di organico. Non possiamo pensare di affrontare altri mesi di emergenza simili a quelli di marzo e aprile con le risorse umane presenti nelle ASP: a OSS e infermieri si possono chiedere tante cose, ma non l'impossibile. Occorre un piano per dotare le strutture di organici pieni, da subito”.

Infine, sottolinea il sindacalista, “è necessario che si apra un riflessione anche sulla applicazione del recente DPCM, che prevede un implemento molto significativo del lavoro a distanza per il personale amministrativo: una occasione per evitare di esporre a rischi maggiori utenza e almeno una parte degli operatori”.

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