Covid e lockdown: "Le donne hanno pagato il prezzo più alto"

Dalla Regione un vademecum per orientare genitori-lavoratori tra scuole sono chiuse centri estivi stanno al rallenty

Sono le donne ad aver pagato le maggiori conseguenze dell'emergenza covid-19, con un "aggravio dei carichi familiari" e con lo smart working che "si è rivelato un'ulteriore forma di costrizione".

Per questo la Regione Emilia-Romagna ha deciso di distribuire un volantino per dare le informazioni corrette a lavoratrici e lavoratori sugli strumenti di conciliazione disponibili in questa fase: congedo speciale covid-19; bonus baby-sitter; smart working; proroga del contratto a termine; ammortizzatori sociali. Si tratta in sostanza di un vademecum per rispondere a dubbi e incertezze dei genitori-lavoratori e sostenerli in questo momento in cui le scuole sono chiuse e i centri estivi stanno pian piano ripartenzdo dopo il lockdown, indicando regole, opportunità e diritti.

Il documento nasce dalla collaborazione tra Sonia Alvisi, consigliera di parità della Regione Emilia-Romagna, e Stefano Marconi, direttore dell'Ispettorato del lavoro area nord-est.

"In questi mesi la nostra attività ha evidenziato ancora una volta che sono le donne a pagare le maggiori conseguenze dell'emergenza determinata dal covid-19- spiega Alvisi- con un aggravio dei carichi familiari e una ancora maggiore flessibilità richiesta sul lavoro.

La stessa introduzione "dello smart working per le donne si è rivelata un'ulteriore forma di costrizione fra le mura domestiche, dove si sono trovate a svolgere in contemporanea i ruoli di madri, mogli, lavoratrici e pure insegnanti, a fronte di un tempo di lavoro che si e' è dilatato fino alle ore notturne per poter garantire la stessa produttività di prima". 

A preoccupare, continua la consigliera di parità, è ancora "l'alto tasso di abbandono del lavoro da parte delle lavoratrici madri di bimbi con meno di tre anni. Nel nostro Paese la nascita di un figlio rappresenta la maggiore causa di dimissione volontaria per le donne nei primi tra anni di vita del bambino2.

Nell'ultimo anno "nel settore terziario, tradizionalmente caratterizzato dalla prevalente occupazione femminile, si parla del 74% dei casi". Per questo, aggiunge Marconi, "riteniamo di dover fornire un'informazione sulle opportunità e le regole sul lavoro in modo che si riducano questi casi e, più in generale, le lavoratrici e i lavoratori con figli siano in grado di utilizzare tutte le leve per tutelare i loro diritti in un momento particolarmente difficile per l'occupazione".

Proprio un questionario realizzato dall'Ispettorato ha messo in evidenza "problematiche legate alla complessità delle regole in materia di lavoro e rilevato diffuse richieste di ausilio nel reperire informazioni- continua Marconi- inoltre, sono state evidenziate esigenze di semplificazione degli adempimenti necessari alla gestione corretta del rapporto di lavoro".

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Le stesse parti sociali "richiedono spesso un'intensificazione delle funzioni di promozione, anche a livello scolastico, per aumentare nel nostro Paese la cultura della legalità. La chiusura delle strutture di accoglienza dei bambini ha imposto ai genitori di rivedere i loro ritmi di vita e la necessità di impegnare più tempo per seguirli, per tali ragioni si è pensato di accompagnare i lavoratori offrendo un pacchetto di opzioni su cui poter ragionare". Del resto, chiosa Alvisi, "se conosci i tuoi diritti puoi affrontare con più serenità questa emergenza". (San/ Dire)

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