Caso Mazzanti su Covid Briatore, il dem non molla: "Gli auguro di guarire, però non posso non dire quello che penso"

Così l'assessore alla mobilità sulla vicenda del contagio dell'imprenditore: "Forse ho esagerato con la divina provvidenza, ma lui ha fatto il negazionista per mesi offendendo 35mila morti"

"Dimettermi? Non ci penso minimamente. Ma poi perché? Non ho offeso nessuno, ho detto quello che pensano tantissime persone". Tiene la posizione l'assessore alla Mobilità del Comune di Bologna, Claudio Mazzanti (Pd), dopo il polverone sollevato dal suo post sulla positività di Flavio Briatore al Covid-19.

"Sto ricevendo tantissima solidarietà e c'è molta gente che mi scrive", riferisce Mazzanti, "oggi mi fermavano anche per strada o sul bus". Messaggi di sostegno, dunque, "tranne quelli dei fascisti dichiarati che mi dicono cose invereconde", aggiunge l'assessore. Della vicenda Mazzanti spiega di aver parlato anche con il sindaco Virginio Merola: "Ha visto i giornali e mi ha chiesto, ma finita lì".

Per quanto riguarda poi le critiche ricevute anche da esponenti dello stesso Pd, come il parlamentare Francesco Critelli e il dirigente Davide Di Noi, Mazzanti alza le spalle: "Non intendo assolutamente dire nulla sulle dichiarazioni di due esponenti del mio partito. Ognuno è libero di dire cio' che pensa, il nostro è un grande partito democratico. Prendo atto e non commento".

Per il resto, Mazzanti conferma lo spirito del post. "Briatore in questi mesi ha detto robe irrepetibili oltre a fare il negazionista", accusa Mazzanti, citando in particolare l'attacco sferrato "in modo vergognoso" al sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda. Sono proprio le parole di Briatore "l'offesa più becera, fatta a 35.000 morti di Covid", ri-affonda il colpo l'assessore.

Al proprietario del Billionaire "non ho augurato di ammalarsi o di morire né l'ho offeso", tira dritto Mazzanti, anzi "gli auguro di guarire, però non posso non dire quello che penso".

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L'unico passo indietro di Mazzanti riguarda la frase "al mondo c'è una giustizia divina", che campeggia all'inizio del post pubblicato ieri e ancora presente sulla pagina dell'assessore. "Alcuni miei amici, cattolici praticanti- racconta Mazzanti- mi hanno detto che ho ragione su Briatore ma quando si cita la divina provvidenza, per chi è credente questo è blasfemo". E allora, "alle persone che si sono sentite offese da queste due parole- afferma il dem- a loro, sì, chiedo scusa". Ad ogni modo, per Mazzanti si tratta solo di "un intercalare, per noi emiliano-romagnoli non ha alcun significato religioso". E' come dire, conclude Mazzanti, "tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino". (Pam/ Dire)

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