Seconda ondata. Lo pneumologo Nava: "Negazionista ricoverato: il Covid esiste, eccome"

Il direttore di Pneumologia del Sant'Orsola fa il punto sulle terapie sub intensive, ricoveri e vaccino

La seconda ondata di coronavirus è un'ondata molto violenta. Con molti più ricoveri e numeri che, giorno dopo giorno, continuano a preoccupare per la tenuta del sistema sanitario. A Bologna l'Ausl ha predisposto un piano di rafforzamento dei posti letto tra cui quelli del reparto di terapia semi-intensiva di Pneumologia del Sant'Orsola, padiglione 15, come ci ha spiegato il direttore Stefano Nava, che ci ha parlato anche delle prime evidenze (ancora poche) dei postumi della malattia.

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Qual è la situazione ad oggi rispetto ai ricoveri?

"Oggi ci sono molti più ricoveri della prima ondata, questa ondata – che ne dicano i negazionisti – è veramente molto violenta dal punto di vista numerico. Proprio qualche giorno fa abbiamo ricoverato un giovane negazionista che ovviamente si è ricreduto e ha detto che la prima cosa che farà quando andrà a casa è fare un video per dire che il covid esiste, eccome se esiste".

"Rispetto a marzo sicuramente l'epidemiologia in Emilia-Romagna è cambiata perché le zone più colpite ora sono in questa fascia, ovvero Reggio Emilia, Modena e Bologna, dove la situazione è critica perché c'è una forte richiesta di posti letto, soprattutto intensivi e sub intensivi, ma ad oggi fortunatamente la situazione sta reggendo. Fin quando regge? Non lo sappiamo. In un mondo in cui tutti sanno tutto, soprattutto i miei colleghi, io non me la sento di affermare che è una tragedia o una influenzona, è molto difficile fare previsione ma al momento i dati ci dicono che un mese e mezzo fa avevamo 300 casi al giorno, oggi ne abbiamo 40mila".

Terapia Semi Intensive

"Come scritto nel decreto ministeriale di giugno abbiamo rafforzato le terapie semi intensive perché sono importanti in quanto danno supporto al polmone in maniera non invasiva, cioè non ricorrendo all'intubazione. Quindi vuol dire supportare la funzione di questi pazienti banalmente con l'ossigeno o altre ventilazioni non invasive. Perché servono? Perché fanno da bacino di drenaggio tra un livello di assistenza più alto, cioè malati che sono stati intubati in rianimazione ma non possono essere dimessi in reparti tradizionali, oppure fanno da bacino di utenza in salita, cosiddetta step-up, quando i pazienti ricoverati sono gravi ma non così gravi da essere trasferiti in terapia intensiva".

"Qui abbiamo una sorta di semi intensiva della semi intensiva perché con i nuovi posti letto, 15, ne abbiamo altri 15 dedicati a quei malati che, prima di essere dimessi, fanno un passaggio per stabilizzare le loro condizioni di salute".

Cosa pensa delle notizie sul vaccino?

"Non sono ancora stati pubblicati i dati, ci sono dei trial in corso e quando saranno disponibili i dati vedremo. Credo nella scienza, sembrano essere promettenti sì, ma non dobbiamo dimenticare una cosa: quando vengono lanciate queste notizie piene di speranza, vengono sempre lanciate da chi ha interessi economici. Lo dobbiamo ricordare: c'è una grossa multinazionale dietro. Tutti ci auguriamo che questi vaccini funzionino, però l'entusiasmo è spesso mediato da un interesse commerciale, quindi aspettiamo i dati".

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