"Lasciati soli, ostaggi in casa nostra": la storia di Valeria positiva al covid tra burocrazia e ritardi

"Chiusa dentro una stanza per 2 settimane con una bimba piccola che bussa alla porta e piange. Siamo anche una famiglia fortunata, con una casa grande, quindi ho potuto isolarmi e avere un mio bagno, penso a chi non ha questa possibilità, a chi lavora a giornata. Da 3 settimane, i miei figli non vanno a scuola, e mio marito, autonomo, non lavora"

"Ostaggi in casa nostra se non arriva il nulla osta per poter uscire". E' il racconto a Bologna Today di Valeria, 40 anni, positiva al covid e ormai guarita. 

La sua è una storia di mala burocrazia che colpisce però nel personale: "I guariti e le loro famiglie a fine malattia si trovano ad affrontare un enorme disagio, siamo lasciati soli se non si ha un medico di base volenteroso come il mio". 

Valeria vive con il marito e due figli, un bimbo di 6 anni e una bimba di 2, e dopo qualche linea di febbre si è sottoposta al tampone il 20 ottobre scorso, con esito positivo: "Mi sono recata al padiglione 25 del Policlinico Sant'Orsola, dove ho trovato grande personalità, nessuna fila e ingressi scaglionati. Mi sono subito messa in isolamento, immagini, stare chiusi dentro una stanza per due settimane con una bimba di due anni che bussa alla porta e piange perchè non capisce. Mio figlio invece era in grado di comprendere perchè in classe ne parlano spesso. Siamo anche una famiglia fortunata, con una casa grande quindi io ho potuto isolarmi e avere un mio bagno, penso a chi non ha questa possibilità, a chi lavora a giornata. Da tre settimane, i miei figli non vanno a scuola, mio marito è un lavoratore autonomo". 

Ci racconti le tappe...

Una volta ottenuto l'esito del tampone "nessuno, a parte il mio medico curante, si è degnato di chiamarmi. Non ho ricevuto neanche le disposizioni di isolamento e quarantena - Valeria e la sua famiglia lo hanno fatto spontaneamente - il 29 ho contattato direttamente un medico del dipartimento di igiene pubblica, responsabile dei tracciamenti, dopo aver letto un articolo, e ho scoperto che le disposizioni per il mio isolamento risultavano non inviate, la mail, non si sa perché, non era partita, comunque ha provveduto ad avviare la procedura comunicandomi che per la mia famiglia la quarantena sarebbe terminata il giorno 1° novembre e che il giorno dopo avremo ricevuto le disposizioni. Una mail a dire il vero è arrivata, ma erano ormai erano passati giorni e noi eravamo già chiusi in casa. Il mio tampone di verifica era previsto per il 2 e non è arrivato alcun certificato per i miei figli e mio marito, sempre senza sintomi, che non si sono sottoposti ai test", quindi sarebbe saltato anche l'ormai famoso "contac tracing". 

Purtroppo anche la mamma 60enne di Valeria si è ammalata di covid: "Prima ci aiutava con i bambini, non siamo usciti di casa neanche per buttare l'immondizia, qualche volta passa mia sorella che però si deve anche occupare di mia madre e mio padre, anche loro rinchiusi".  Così, racconta, Valera invia mail, pec, a fare telefonate a compilare moduli di contatto: "Il nulla, non mi ha risposto nessuno - e Bologna Today ha verificato - a una o due mail hanno risposto che avrebbero inoltrato la comunicazione all’ufficio preposto".

"Alla fine ho scritto al sindaco"

Nel frattempo il suo tampone è risultato negativo e il medico curante ha emesso un certificato di avvenuta guarigione che però "non serve a niente perché io comunque risulto in isolamento. Devo aspettare la mail di qualcuno che non mi ha mai visto in faccia, non si è mai preoccupato di chiedermi se stavo bene. Qui gli eroi che devono curare i malati non c’entrano più nulla. Qui una segreteria deve mandare una mail e non ci riesce. E chissà quante persone sono nella mia stessa situazione, ma nessuno parla. Ormai le faq le conosco a memoria". 

Infine ha scritto al sindaco Virginio Merola "in quanto autorità competente (nelle disposizioni di quarantena è specificato), a Donini, a Bonaccini, al direttore del dipartimento di igiene pubblica di Bologna, alla Regione Emilia Romagna. Chi ha risposto? Lo staff del sindaco che ha scritto che non ci può fare niente e la Regione che mi ha inviato il link del solito modulo di contatto dell’Ausl di Bologna. Ancora non abbiamo ricevuto una mail, una semplice mail di ratifica".

"Ieri pomeriggio, 6 novembre, mi ha chiamato Ausl, sollecitata dalla segreteria del sindaco e mi ha comunicato che si era verificato un blocco, ormai risolto. 'Glielo dica al sindaco che abbiamo sbloccato', mi hanno detto, ma, non abbiamo ancora ricevuto nulla".

"Denuncio tutto questo perchè penso a chi ha difficoltà economiche, una casa piccola e non ha gli strumenti e le conoscenze della rete, magari non sa neanche inviare una mail. Ho raccontato la nostra storia e ho scoperto che non è l'unica. Ho l'impressione che si vada solo a parlare in tv". 

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