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Covid e riaperture, Pandolfi (Ausl) avverte: "Rt sta già risalendo"

L'avvertimento del direttore sanità pubblica dell'Ausl: i reparti repsirano ma sono ancora affollati, e la curva scende molto lentamente. Ma da lunedì 26 le maglie si allargheranno molto

Eppure. Eppure non scendono, questi dannati dati dell'epidemia, e se lo fanno, il calo è molto lento. Ma da domani le misure di contenimento, che hanno fatto saltare la seconda primavera di fila, si allenteranno, e di molto. Cosa aspettarsi quindi? A dare qualche cifra è Paolo Pandolfi, direttore sanità pubblica dell'Ausl. E non sono buone notizie.

"Purtroppo in questi ultimi tre o quattro giorni (l'indice Rt, ndr) non è andato verso una stabilizzazione in basso ma sta un po' crescendo, anche se sempre nettamente sotto il valore 1. Siamo attorno a 0,77-0,78 mentre qualche giorno fa eravamo a 0,69", fa i Paolo Pandolfi. "Ancora il contagio -continua- è abbastanza controllato ma i numeri assoluti sono ancora alti": circa 120-150 casi al giorno nell'area metropolitana di Bologna.

"Sono numeri che fanno capire che il virus comunque sta circolando", dice Pandolfi, che non nasconde un certo timore per l'impatto che potranno avere le riaperture a partire da lunedì.

A fare risalire l'Rt, osserva il dirigente Ausl, "ci sono le scuole ma anche l'attività lavorativa che comunque continua. Il mondo del lavoro è fatto anche di giovani ed è molto ampia la possibilità di relazione", sottolinea Pandolfi. Possibilità di relazioni che saranno ampliate dalla prossima settimana.

Per questo l'Ausl rafforza la vigilanza con interventi di screening là dove i contagi proliferano un po' troppo. "Abbiamo già fatto una serie di valutazioni e avremo la prossima settimana alcuni interventi specifici in alcune zone della città", preannuncia Pandolfi, all'hub della fiera insieme all'assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini per 'festeggiare' il milionesimo vaccinato.

"Io- ricorda ancora Pandolfi- controllo costantemente l'andamento e quindi ho la capacità insieme ai colleghi di verificare quando la situazione sta andando oltre e tarare una risposta entro 48-72 ore di intervento organizzato. Lo abbiamo fatto a San Benedetto Val di Sambro, lo abbiamo fatto a Castel D'Aiano, adesso a Marzabotto e lo faremo in altri posti. Se ci sono focolai che creano preoccupazione in città? In questo momento ci sono focolai fondamentalmente famigliari, i focolai specifici più importanti sono stati già individuati. Piccoli focolai scolastici, anche universitari, ma non sono focolai che ci preoccupano. Ci preoccupa, o meglio siamo molto attenti ad essere organizzati per rispondere, il fare in modo che il sistema non si blocchi". (Dire)

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