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Covid e smog, nuovo studio conferma: più pericoloso con alto inquinamento

Il report in Regione da esperti Unibo-Arpae: "virus può essere presente nel microbioma del particolato atmosferico e veicolato a distanze superiori ai due metri"

Infezioni più probabili con oltre quattro giorni di polveri 'fuorilegge' e trasmissione del virus anche oltre gli otto metri. Prende corpo la correlazione tra smog e Covid-19, argomento di una audizione con gli esporti oggi in Regione Emilia-Romagna.

Gli esperti che hanno relazionato in commissione, Leonardo Setti, Elena Loli Piccolomini e Fabiana Zama dell'Università di Bologna e Annamaria Colacci del Ctr Ambiente, prevenzione e salute (Arpae) hanno sostanzialmente confermato i sospetti emersi durante le prime fasi dell'epidemia, presenti anche gli assessori alla Sanità Raffaele Donini e all'Ambiente Irene Priolo.

In particolare Setti ha spiegato che "esiste una probabile relazione tra la presenza di particolato, come le polveri fini Pm10, al di sopra dei valori limite e la diffusione del virus, così come tra l'esposizione a questi inquinanti e la mortalità collegata allo stesso Covid".

C'è "evidenza che il virus possa essere presente nel microbioma del particolato atmosferico e quindi che sia veicolato a distanze superiori ai due metri (in assenza di polveri una persona positiva può infettare fino a otto metri, con le polveri oltre otto metri) e che abbia una maggiore capacità di infettare quando il limite di Pm10 e Pm2,5 sforano ripetutamente con serie ravvicinate superiori a quattro giorni consecutivi".

Anche per Annamaria Colacci esiste una correlazione tra l'inquinamento atmosferico e la diffusione del virus, dato che "sono plausibili interazioni da un punto di vista biologico (nesso causale tra esposizione e malattia)". Per l'esperta il virus può entrare a contatto con il nostro organismo attraverso le particelle di particolato dato che i due elementi "convergono su una stessa molecola".

 Non è solo il Movimento 5 stelle, con Silvia Piccinini, a chiedere a questo punto decisioni alla politica. "Da questa audizione emerge che il distanziamento applicato in condizioni normali non è sufficiente in condizioni di inquinamento", sottolinea il dem Giuseppe Paruolo.

Peraltro, come ricorda la Verde Silvia Zamboni, "l'inquinamento atmosferico, in quanto tale, è già motivo di indebolimento delle persone, che diventano quindi maggiormente infettabili".

Per Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d'Italia è importante" che le politiche a livello regionale, così come a livello locale, tengano conto di questi aspetti". L'emergenza non è finita, ha aggiunto, "deve continuare il lavoro di sensibilizzazione rivolto alla popolazione e si deve proseguire con la prevenzione". (Bil/ Dire) 

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