Comitati vittime covid e Codacons, l'accusa: "Pochi tamponi per tenere bassi i casi positivi durante il periodo turistico"

"La Regione ha deciso che le ferie estive sono sacre. Forse i dirigenti speravano che anche il virus si mettesse in ferie?"

"Gli anziani ricoverati in rsa o cra che ancora in questi giorni non riescono ad avere un costante contatto con i propri familiari e questo anche se muniti di tamponi fatti il giorno prima mentre altri purtroppo non riescono nemmeno a farsi fare il tampone". Lo scrivono in una nota i Comitati dei Familiari delle Vittime Covid e il CODACONS Emilia Romagna. che sottolineano "tutto questo crea inevitabilmente una situazione di grave disagio soprattutto per gli anziani ospiti di rsa e cra affetti da demenza senile i quali rischiano in questo modo di perdere le ultime capacità cognitive tese a riconoscere i propri parenti più prossimi".

Comitati e Codacons specificano che non è loro intenzione accanirsi contro la Regione, tuttavia "invece di regolamentare in modo più preciso come debbano operare in questa fase le singole rsa e cra ha dato loro unicamente delle linee guida piuttosto vaghe che fanno si che alcune di queste strutture possano adottare criteri che di fatto non contemperino il bisogno di sicurezza sanitarie e l’esigenza di contatto sociale degli anziani", questo sia da parte della Regione che del Servizio Sanitario Regionale. 

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Quindi auspicano regole più precise 2e di garantire a tutti i parenti di poter effettuare prima delle visite programmare ai propri casi due tamponi di controllo e il test sierologico. O qualora ciò non fosse possibile di permettere quanto meno a chi desidera di farli presso
strutture private. In Svizzera - sottolineano - l tampone costa poco meno di 30 euro e viene effettuato e consegnato in meno di 48 ore".

"Numeri lontani" dalle previsioni

Secondo i Comitati e Codacons "Casualmente, la Regione ed il Servizio Sanitario seppur con numeri ben lontani da quelli garantiti già a
maggio 2020 (10.000 tamponi e 5.000 test e sierologici), hanno avuto un sussulto e nella giornata del 19 agosto hanno messo in campo 9000 tamponi e 1419 test sierologici riuscendo in tal modo a intercettare e mettere in quarantena 76 positivi al covid mentre nella giornata precedente i positivi erano appena 21. Questo significa - fanno notare - alcune cose di non poco conto - ossia che - nelle precedenti settimane, rispetto anche alla sola capacità operativa dimostrata nella giornata del 19 agosto, e quindi al di là di quella per ora solo reclamizzata da Donini e Venturi, di fatto non si sono intercettati i due terzi dei positivi intercettabili, lasciando che questi contagiati circolassero e contaminassero altri cittadini - e poi - il fare così pochi tamponi (arrivando a farne poco più di 3.000 nei giorni prossimi a Ferragosto) nelle settimane precedenti, non è frutto evidentemente di un’incapacità assoluta, ma o di una volontà di tenere i numeri dei positivi rilevati durante il clou del periodo turistico - oppure ancora - dell’incapacità di assicurarsi come Regione e Servizio Sanitario, con
accordi economici organizzativi con chi i tamponi ed i test li deve materialmente fare e processare, la piena operatività anche nelle prime due settimane di agosto". 

"Una sola unità mobile è a dir poco risibile"

"Gli effetti di tale inefficienza voluta o subita li stiamo già registrando in questi giorni in termini di aumento dei contagi e altri li vedremo purtroppo nelle prossime settimane. L’assessore Donini ha poi affermato tra le altre cose che in realtà le nostre lamentele sono infondate in merito alla mancata attività di screening nel mese di luglio e nella prima metà di agosto sulla riviera romagnola in quanto era in funzione un’unità mobile per far tamponi ma anche qui a fronte di un incremento di milioni di presenze sulle riviera affermare con orgoglio di aver fatto quanto era necessario, mettendo in campo una sola unità mobile è a dir poco risibile ed è frutto o di incompetenza o di mancanza di fondi cosa quest’ultima che però metterebbe sotto accusa non solo l’Assessore Donini ed il commissario Venturi ma l’intera Giunta".

"La Regione ha deciso che le ferie estive sono sacre"

In piena emergenza covid economico, finanziaria, sociale e sanitaria, la Regione avrebbe "deciso in ogni caso che le ferie estive sono sacre chiudendo di fatto i battenti come facevano le industrie negli anni '70, quando a Bologna, da un lato di via Indipendenza zona autostazione potevi sentire, tanto era deserta e silenziosa, chi ti parlava da Piazza Maggiore. Gli assessori da quanto ci è dato sapere lavorano in queste settimane in vacanza solo in smart working - continuano - ma mentre il palazzo della Regione è di fatto deserto
la sede del CODACONS che non ha mai chiuso un solo giorno per non venire meno come supporto a chi in questa fase si trova in grave difficolta economico finanziarie e sanitarie".
E si chiedono ancora: "Forse i dirigenti della Regione speravano che anche il virus, almeno per le prime due settimane di agosto, chiudesse i battenti e si mettesse in ferie evitando di fare nuovi contagi?"

Comitati e CODACONS fanno sapere, che le critiche non sono "non per partito preso, ma per quanto è accaduto e sta accadendo, ad oggi a distanza di oltre un mese dalla pec ed email con cui era stato chiesto a tutti i gruppi i consiliari un incontro, hanno per ora ricevuto di tutto il centro sinistra la sola  disponibilità del gruppo dei Verdi, mentre tutti gli altri gruppi dell’opposizione hanno ritenuto importante confrontarsi almeno per un’ora o poco più con noi, ultimo dei quali Forza Italia da cui verremo ricevuti nei prossimi giorni". 
Cod

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