Covid e contagi, l'esperto di vaccini: "Liberi dal virus? A fine 2021"

Questa la previsione di Rino Rappuoli, chief scientist e head of external della R&d Gsk Vaccini e professore di ricerca dell'Imperial College di Londra

C'e' da resistere almeno un altro anno contro il covid. Ma entro la fine del 2021, "grazie ai vaccini e agli anticorpi monoclonali, potremo riguadagnare la nostra libertà".

E' la previsione di Rino Rappuoli, uno dei massimi esperti di vaccini a livello internazionale, chief scientist e head of external della R&d Gsk Vaccini e professore di ricerca dell'Imperial College di Londra, intervenuto oggi con un contributo video al Festival della scienza medica di Bologna.

"I primi risultati, se i vaccini funzionano, ci saranno entro la fine dell'anno- spiega Rappuoli- la prima quantità di dosi, per vaccinare la popolazione in massa, comincerà ad arrivare nei primi mesi dell'anno prossimo, mentre la stragrande quantità arriverà nella seconda metà dell'anno prossimo. Se tutto va come previsto, e ho abbastanza confidenza in questo, entro Natale del 2021 dovremmo cominciare a respirare perché i vaccini cominceranno a tenere a bada questo virus".

Sui 320 vaccini in sperimentazione, ad oggi sono sette quelli arrivati alla fase finale. "Sono studiati da 30.000 persone ciascuno- sottolinea Rappuoli- quindi non c'è nessun rischio sulla sicurezza". L'unico è "quello economico", perché se il vaccino non dovesse funzionare, "avremo buttato via dei soldi. Ma rischi sulla sicurezza non ce ne sono".

"L'unico rischio è quello economico"

I vaccini in sviluppo finora contro il covid sono di tre tipi: a Rna; tramite vettore virale (come quello di Oxford); fatto con proteine e adiuvanti (il più lungo da realizzare, servono sei mesi). I primi due, spiega Rappuoli, "non sono mai stati provati in milioni di persone e quindi dobbiamo ancora imparare molto sulla loro efficacia". Su quelli del terzo tipo, invece, "abbiamo una grande esperienza e l'industria può produrli in grande quantità".

Nei giorni scorsi, lo stesso Rappuoli ha annunciato di aver individuato, insieme al suo team di scienziati a Siena, l'anticorpo monoclonale più potente contro il covid-19. "Il primo farmaco per l'ebola era un anticorpo monoclonale umano- dice lo scienziato- oggi penso di poter dire che il primo farmaco per il coronavirus sarà un anticorpo monoclonale umano. Trump è già stato curato così".

La sperimentazione su questo tipo di farmaco si sta conducendo anche nei laboratori a Siena. "Abbiamo provato più di 5mila cellule- spiega Rappuoli- ne abbiamo trovate 500 che producevano anticorpi in grado di neutralizzare il virus. Di queste, ne abbiamo trovate tre che sono mille e a volte diecimila volta più potenti di tutte le altre. Queste le abbiamo cresciute, prodotte in grandi quantità e adesso le stiamo producendo per andare in prove cliniche".

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Ad oggi, spiega Rappuoli, "ci sono circa 100 prodotti con monoclonali usati in clinica per curare tumori, malattie autoimmuni o anche reumatiche, ma ce ne sono molto pochi per malattie infettive, perché finora era tecnicamente difficile. Ora invece la tecnologia ci permette di fare anticorpi mille volte più potenti rispetto a prima". (San/ Dire)

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