Furbetti del terremoto a Crevalcore? Broglia: 'Controlli meticolosi, inaccettabile'

"Il lavoro è stato fatto e che ancora viene svolto dal Comune", dice il primo cittadino "ironia della sorte sono a Roma per cercare di portare a casa emendamenti a favore dei territori terremotati"

Avviso di reato da parte della Procura di Bologna nei confronti di sette famiglie risultanti residenti in immobili inagibili a Crevalcore. "Il lavoro è stato fatto e che ancora viene svolto dal Comune", dice il sindaco Claudio Broglia a Bologna Today "ironia della sorte oggi sono a Roma per il mio lavoro da parlamentare e per cercare di portare a casa emendamenti a favore dei territori terremotati, per la sospensione Imu sulle case inagibili ecc. ".

Broglia riferisce di controlli meticolosi e affida alcune dichiarazione anche al suo profilo Facebook: "I requisiti necessari per mantenere il contributo di autonoma sistemazione vengono controllati puntualmente e costantemente e riguardano il 100% delle famiglie che percepiscono il contributo, andando ben oltre la percentuale di controllo prescritta dall’ordinanza regionale (controlli a campione del 5% sul totale delle domande ricevute). A giugno 2012 circa 5000 persone dormivano fuori dalla propria abitazione e che avevamo più di mille persone sotto le tende e che il 23 agosto, sempre del 2012, chiudemmo il campo sfollati, in netto anticipo sul resto dei comuni terremotati, trovando a tutti una sistemazione abitativa o alberghiera o accogliendo la domanda di contributo, in caso di sistemazione trovata in autonomia".

"Gli accertamenti delle forze dell'ordine, sono state effettuate a seguito di segnalazioni da parte di alcuni cittadini, il comune di Crevalcore incrocia di dati sui consumi di utenze al fine di controllare eventuali anomalie" dice il primo cittadino "mancato controllo dei 'furbetti'? Incredibile, a volte le situazioni sono più semplici di quello che appaiono: in alcuni casi sono stati accesi i termosifoni nelle case inagibili per evitare la muffa o hanno voltato l'utenza dell'energia elettrica in un fienile agibile per svolgere alcuni lavori... Una donna di 88 anni che non ne voleva sapere di lasciare la sua abitazione, può essere considerata furbetta? E alcune persone indigenti che non sapevano dove andare?"

DAL SISMA A OGGI. "A giugno 2012 siamo partiti con 730 nuclei familiari che usufruivano del CAS (Contributo autonoma sistemazione); oggi i nuclei si sono ridotti a 162. Si tratta di famiglie che avevano, ed hanno per la grande maggioranza, una abitazione inagibile di grado E, cioè il più grave nella scala dei danni e stanno procedendo alla ricostruzione direttamente, se proprietari, o indirettamente, se affittuari.
Proprio grazie al rigore assoluto in merito ai controlli, mese dopo mese, siamo riusciti a ridurre la platea degli aventi diritto, andando anche, quando necessario, ad avviare le procedure risarcitorie sul pregresso, ove, anche per un solo giorno, fosse stato erogato un contributo non dovuto.
Le erogazioni sono bimestrali e vengono autorizzate dalla struttura commissariale, previa istruttoria favorevole degli uffici comunali, mentre il venir meno di un requisito, come ad esempio l'avvenuto ripristino della abitazione o la modifica del nucleo familiare, può accadere ogni giorno il che, in alcuni casi, non collima con le scadenze dei pagamenti. Tali situazioni vengono sanate nella liquidazione del bimestre successivo o recuperate con apposito accertamento.
Nel merito specifico dell'indagine svolta dalla procura nei confronti di sette nuclei familiari che sono risultati essere residenti nella loro abitazione in modo improprio, due di questi sette non percepivano nessun contributo, ma sono risultati risiedere nella loro abitazione nonostante l’inagibilita', mentre gli altri cinque, oltre a risiedere in un immobile inagibile, percepivano anche il contributo per l'autonoma sistemazione.
Questa indagine ha portato alla luce sette situazioni nelle quali i consumi erano compatibili con la presenza fissa di persone negli alloggi. L’ufficio ha prontamente segnalato tali situazioni alla Polizia Municipale, i cui sopralluoghi hanno escluso la presenza costante di sei nuclei nell’abitazione inagibile, in quanto si trattava di persone che durante i mesi invernali avevano deciso di accendere il riscaldamento per non ammalorare ancora di più l'edificio o di persone che avendo la casa inagibile ma la pertinenza (garage, fienile) agibile, avevano dirottato le utenze su quest'ultima. In un caso, la Polizia Municipale ha accertato la presenza effettiva di una residenza continuativa. Questo abuso è stato immediatamente segnalato alle forze dell'ordine, le quali, a loro volta, lo hanno aggiunto ai precedenti quattro casi e denunciato in Procura.
In tutti e cinque i casi, non appena avuto riscontro dell'abuso, sono stati immediatamente sospesi i contributi. Nel caso della famiglia da noi segnalata sono state avviate anche le procedure risarcitorie dei pregressi, avendo noi direttamente accertato l'abuso, mentre nel caso delle altre quattro, essendo state ad operare le forze dell'ordine cioè un ente esterno, abbiamo aspettato proprio la chiusura delle indagini per avere titolo a procedere con il recupero di quanto indebitamente percepito.
Premesso che a tutt'oggi non abbiamo ricevuto nessun atto e nessuna forma di comunicazione formale di chiusura indagini da parte della Procura, né tanto meno segnalazioni di indagini su ulteriori nuclei familiari, sottolineo che, per quanto ci riguarda, non sono mai esistite situazioni di abusi non segnalati agli organi preposti, non esistono situazioni a noi note di nuclei familiari che risiedono impropriamente in abitazioni inagibili né sono esistite in passato situazioni tollerate di questo tipo, e che, ove mai la notizia di cento famiglie sospette e che sarebbero sotto inchiesta facesse riferimento al tabulato delle utenze, che contempla per l'appunto un centinaio di nuclei, detto tabulato e' stato da noi direttamente richiesto ai gestori, e' stato da noi costruito proprio per verificare puntualmente ogni eventuale abuso, e' stato da noi controllato portando ai risultati sopra menzionati, ed è stato da noi fornito alle forze dell'ordine al fine di poter mettere loro nelle migliori condizioni di agire.
I controlli, oltre alle utenze, sono stati fatti anche con altri strumenti: visure catastali al fine di verificare altre proprietà libere ed agibile nel territorio, controlli incrociati con l’Ufficio Tributi sulla tassa rifiuti, controllo costante sulla composizioni anagrafica dei nuclei, evidentemente per operare in totale correttezza. Tutto quanto detto e' stato puntualmente fatto e comunicato alla Regione Emilia Romagna
nel corso di tutti questi mesi, dal 2012 in poi, ed è stato oggetto di verifiche accurate degli ispettori regionali, i quali hanno sempre rilevato la correttezza di tutti i procedimenti.
Siamo ovviamente a completa disposizione della Procura per essere ascoltati o mettere a disposizione tutte le carte e gli atti da noi prodotti, ma chiediamo fortemente che si faccia luce piena il più presto possibile su questa vicenda perché anche il solo sospetto di comportamenti eticamente, moralmente ancor prima che giuridicamente non corretti da parte di amministrazioni, dipendenti e famiglie terremotate non è sopportabile da comunità così duramente colpite dal terremoto e che a diverso titolo hanno visto la loro vita cambiare radicalmente dopo quel 29 maggio. Non si può aggiungere la beffa al danno, nessuno può e deve speculare sui soldi pubblici, nessuno può e deve commettere abusi, ma rifiuto l'accusa giornalistica di far passare me, la mia giunta ed i funzionari del mio comune come coloro che non hanno effettuato controlli o non hanno denunciato reati. Ci siamo fatti carico fin dal primo giorno della responsabilità di saper dire dei no di fronte a chiunque non avesse titoli per ricevere una qualsiasi forma di aiuto, ci siamo fatti carico di costruire attraverso le ordinanze le regole condivise per non dare contributi a pioggia, per mirare ai bisogni di ciascuno, anche esponendoci a critiche feroci di chi ha usato e continua ad usare il terremoto per altri scopi, meno nobili: oggi, non accetto l'idea che ci si venga a dire che non abbiamo vigilato, perché è proprio attraverso la vigilanza che si è arrivati a segnalare le situazioni sopra riportate”.

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