L'appello in rete: "Da Bologna agli USA per salvare Patrick: aiutateci a curarlo"

La fidanzata del ragazzo: "L'unica concreta speranza di salvezza per Patrick è presso il Penn Medicine's Abramson Cancer Center Clinical di Philadelphia, Pennsylvania"

Patrick, appassionato di downhill

La rete è anche solidarietà e lo dimostrano gli effetti dei crowdfunding e la speranza che si accende quando la generosità rende possibili dei sogni, o come in questo caso, delle cure salva-vita. Luciana è la compagna di Patrick, che oggi sta lottando contro un "mostro" che gli ha tolto quel sorriso che lo ha sempre caratterizzato e che forse ha contribuito a farla innamorare di lui. Bolognesi, stanno facendo una raccolta fondi sul web per poter accedere alle cure uniche cure efficaci, negli USA.  

Patrick ha 40 anni. Sportivo, bravo nella pallacanestro e nel basket, ultimamente si era lanciato in una sfida tutta sua: la produzione di scarpe da tango, una delle sue passioni. Poi la malattia. 

«Questo è Patrick, il mio compagno - spiega Luciana pubblicando la foto del suo fidanzato - e quello che vedete è il suo straordinario sorriso. Un sorriso che il mostro che vive dentro di lui ha reso ormai solo un ricordo lontano. Patrick è un ragazzo solare, sempre di buon umore, è il gentiluomo che ti apre lo sportello della macchina per farti accomodare, è uno sportivo sempre carico di energie o almeno così è stato fino a gennaio del 2018, quando gli è stato diagnosticato un tumore maligno: adenocarcinoma mucinoso al colon con KRAS mutato, con metastasi al fegato. Questo incubo ha messo da parte il nostro sogno di avere un bambino». 

E tutti gli amici bolognesi stanno facendo passaparola per aiutare questi due ragazzi. «Ha subito, d'urgenza, un profondo intervento chirurgico con resezione di metà colon, dei segmenti VI e VII del fegato e della cistifellea - racconta Luciana - All'intervento sono seguite delle complicazioni e Patrick è stato in coma per 5 giorni. I medici non si pronunciavano ma la sua forza di volontà e voglia di vivere lo hanno riportato tra noi. Dopo oltre 40 giorni in ospedale ha recuperato le forze è si è sottoposto a 5 mesi di chemioterapia con Folfox, che purtroppo non hanno dato l'esito sperato. Ha quindi cambiato terapia passando al Folfiri, ma purtroppo il tumore si è dimostrato resistente anche a questa chemio». 

«Le complicazioni seguite all'intervento impongo a Patrick l'assunzione di farmaci anticoagulanti che gli impediscono l'accesso ad altre cure chemioterapiche. Al momento in Italia non ci sono altri protocolli standard che possano salvagli la vita e neppure protocolli sperimentali. Per le caratteristiche del suo tumore non c'è radioterapia né immunoterapia.Rimane una flebile e remota speranza: un possibile protocollo chemioterapico in partenza all'INT di Milano, ma è necessario l'esito positivo all'analisi metilazione MGMT, siamo in attesa proprio in questi giorni e vi terremo aggiornati.

L'unica concreta speranza di salvezza per Patrick è presso il Penn Medicine's Abramson Cancer Center Clinical di Philadelphia, Pennsylvania. Qui ci sono ben tre possibili protocolli di cui due immunoterapici: il TRK Inhibitor (serve a fermare la proliferazione delle cellule tumorali), il Hu5F9-G4 (agisce contro la proteina CD47 che inibisce l'attività antitumorale dell'organismo) il CDX-1140 (potenzia l'azione dei linfociti T, che sono le cellule che di fatto uccidono le cellule tumorali).  Le cure ovviamente hanno spese stratosferiche che io e Patrick non possiamo affrontare da soli. Patrick è stremato dai dolori ma vuole continuare a vivere, vuole vedere nascere e crescere i suoi bambini, ha tutta la forza per farlo ma non può farlo da solo».

«Abbiamo pochissimo tempo e tutto il bisogno del vostro aiuto! Aiutateci a dargli una cura efficace, una possibilità di salvezza, un FUTURO! Donate quel che potete e diffondete questo messaggio a più non posso - l'appello di Luciana - I soldi raccolti con le vostre donazioni saranno prelevati da me che sono la fidanzata di Patrick e l'unica persona che lo assiste, perché lui è troppo stanco e provato per poterlo fare autonomamente, e saranno tutti spesi per le sue cure. Sono certa che ci sosterrete fino al punto di permettere a Patrick di curarsi ma se l'obiettivo non sarà raggiunto, restituirò ogni donazione, salvo diversa indicazione del donante di voler devolvere l'importo alla ricerca sul cancro». 

per le donazioni: 

https://www.gofundme.com/una-speranza-per-patrick?fbclid=IwAR2-nsyS9GNZHg5xvTNA8BkXFZwGRMBV1vuxNEl057f2-OJxzIRQtOsdx94


 

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