Cultura, il Comune assume 150 persone. Lepore: "Bologna può essere una speranza per il Paese"

Museo della Resistenza a Palazzo D'Accursio, collezione Morandi alla palazzina Magnani e luogo di produzione come Cinecittà. Ecco i programmi dell'assessore

Portare a Palazzo D'Accursio il museo della Resistenza, in un complessivo ripensamento della "funzione identitaria" del palazzo comunale come sede di un percorso sulla storia di Bologna di cui la lotta di Liberazione, assieme al Risorgimento.

Si tratta di uno dei progetti annunciati oggi dall'assessore alla Cultura, Matteo Lepore, per il suo "ultimo anno di mandato pieno" prima delle elezioni amministrative del 2021. Ci sono 35 milioni (il 6% del bilancio comunale): "Nessuna città fa lo stesso", dichiara l'assessore, ma ora, nei suoi piani, ci sarebbe un grande salto, ovvero Bologna potrebbe diventare luogo di produzione, dotandosi magari di una sua "Cinecittà" in una delle 18 aree dismesse dove Lepore sogna di far crescere, con l'aiuto dello Stato, della Regione e dei privati, nuovi distretti creativi.

Un piano che si sorreggerà anche sull'assunzione da parte del Comune di 104 persone per la Cultura con i primi bandi già a gennaio. Palazzo D'Accursio torna ad assumere anche i bibliotecari (45 tra il 2020 e il 2021 con il primo avviso nei prossimi giorni), rottamando i bandi per i servizi che negli anni scorsi avevano fatto gridare alla 'privatizzazione' delle biblioteche: "Le biblioteche non possono essere considerate un luogo dimenticato da Dio e dal sindaco", scandisce Lepore.

"Bologna ha una missione rispetto all'Italia, può essere una speranza per il Paese", esordisce Lepore, alludendo al movimento delle 'sardine'. "Protagonisti di questa nuova ondata di impegno civile sono stati i giovani. E tutto è partito da Bologna. Qui c'è passione per la vita civile ed è per questo che molti giovani scelgono di vivere qui. Questo nel nostro programma culturale si deve leggere", sostiene l'assessore, che prende a esempio Renato Zangheri, primo assessore alle istituzioni culturali di Bologna, "città degli spazi informali, ma anche delle istituzioni forti a servizio dei cittadini".

Gli obiettivi per il 2020

Sono suddivisi in macro-aree: welfare culturale, nuove generazioni, attrattività e produzione culturale, nuove centralità urbane. Saranno pubblicati a breve, conferma l'assessore, "bandi e misure per cambiare il rapporto tra Comune e produzione culturale. Spesso distribuiamo contenuti creati altrove", sottolinea.

Ecco dunque, il bando per locali che fanno musica dal vivo e le nuove convenzioni (150.000 euro), il bando per produzioni musicali (50.000), un bando per l'assegnazione di spazi e la creazione di un fondo per l'arte contemporanea in collaborazione con privati per l'acquisto di opere di giovani maestri e il finanziamento di residenze artistiche in città. Più avanti saranno dettagliati i piani per il rafforzamento del programma estivo e per il consolidamento della presenza della Cineteca nei quartieri (San Donato, Savena e Navile), intanto, alla voce 'inclusione' vengono confermati 7 milioni di fondi europei per le scuole di quartiere. Il terzo pilastro riguarda la rigenerazione di immobili per finalità culturali e creative.

Museo della resistenza e collezione Morandi 

Oltre ai progetti già avviati e assegnati (il cinema Modernissimo, l'apertura della Torre dell'Orologio, la sala della musica negli spazi del terzo ballatoio della Sala Borsa), Lepore cala la carta del nuovo museo della Resistenza a Palazzo D'Accursio, a condizione che il tribunale dia ragione al Comune e consenta lo spostamento della collezione Morandi alla palazzina Magnani (l'acquisto e la ristrutturazione costeranno 7 milioni di euro), ma l'assessore immagina la sede del municipio come sede di progetti culturali di valore civico per la città ("non certo grandi mostre") con un percorso sulla storia di Bologna che comprenda anche la Resistenza. "Nessuna concorrenza con il Museo della città di Genus Bononiae, con il quale invece abbiamo firmato un accordo triennale per il finanziamento di mostre congiunte: la prima sarà dedicata al Polittico Griffoni", assicura l'assessore. L'amministrazione metterà mano anche ad altri 'contenitori', dal Comune al Teatro Testoni, ma sta pensando anche al recupero di alcuni spazi inutilizzati all'Arena del sole.

Aree dismesse

Potrebbero essere aperte anche a usi temporanei. Mentre decolla il progetto di Dumbo all'ex Ravone, Lepore rinnova la proposta della creazione di un nuovo polo culturale negli spazi dell'area Ogr, che dovrà essere bonificata dall'amianto ("il governo ha stanziato solo un milione di euro, molto poco", nota l'assessore), ma annuncia contemporaneamente anche la pubblicazione di un avviso pubblico per la ricerca di capannoni provati inutilizzati da affittare.

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"Non abbiamo abbastanza spazi", ammette Lepore. E in vista del voto del 26 gennaio, a Stefano Bonaccini propone un nuovo patto regionale per l'Università e gli studenti, che riconosca il ruolo dell'Alma Mater anche fuori Bologna, e sollecita un rilancio dell'azione di viale Aldo Moro per l'industria culturale che punti all'utilizzo dei fondi strutturali per il recupero delle aree dismesse. (dire)

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