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Dams verso il numero chiuso: studenti in protesta

I collettivi Lettere aperte e Link hanno partecipato al consiglio di Dipartimento in via Barberia

Dams verso il numero chiuso a partire dal prossimo anno accademico. Sbarramento a 600 posti, per problemi legati al sovraffollamento delle aule e alla mancanza di spazi.

I collettivi Lettere aperte e Link hanno partecipato al consiglio di Dipartimento in via Barberia per esprimere la loro contrarietà al numero programmato, proposta avanzata dallo stesso dipartimento. "In seguito all'ingresso degli studenti in consiglio- riferisce il collettivo Link, in una nota- è stata accolta la richiesta di discutere sul tema, che si è consumata senza una risoluzione di fatto e ignorando le richieste degli studenti". I collettivi chiedono una mappatura degli spazi e un'assemblea pubblica con tutti gli studenti, oltre alla "presa di posizione del dipartimento sull'individuazione dei problemi che esso vive". La discussione, riferisce Link, si è chiusa "troncando il dibattito, per riconvocarsi il 6 dicembre a porte chiuse, per escludere gli studenti da questa decisione".

L'Italia, afferma Giulia Rossini, membro della commissione paritetica del dipartimento, "è il penultimo Paese per numero dei laureati tra i 35 membri dell'Ocse. Troviamo come minimo avventata la proposta di inserire un numero programmato". Secondo Roberta Santoriello, rappresentante degli studenti al Dams, "c'è bisogno di fondi e spazi. Il numero programmato è la scelta di non investire sul Dams", una decisione che "questo dipartimento ha spontaneamente adottato senza nessuna pressione da parte dell'Ateneo". (dire)

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