Cronaca

Daniela e Shonny, uniti dalla stessa malattia al cuore: "Mi ha salvata e io adesso provo a salvare lui"

Colpita da una rara cardiopatia, Daniela non ha mai vissuto come gli altri. Il bivio quell'operazione al Sant'Orsola che ha scelto di fare per non lasciare solo il suo amatissimo meticcio: "Chi l'avrebbe immaginato che anche lui si sarebbe ammalato? Ho scritto un libro che potrà aiutarmi a sostenere le spese"

Daniela ha 40 anni e vive in un posto bellissimo che affaccia sul mare: Portoscuso, in Sardegna. Adesso è estate, fa caldo e lei quel mare non lo può neppure vedere da vicino perchè con queste temperature sarebbe rischioso uscire di casa: la sua malformazione al cuore le ha fatto vivere una vita diversa dagli altri e per lei Bologna è stata in qualche modo un 'bivio'. Tutta la sua storia l'ha voluta mettere nero su bianco, ma non ne è l'unica protagonista: al suo fianco (scodinzolante da più di un decennio) c'è Shonny, un adorabile meticcio con il quale Daniela vive in simbiosi. Purtoppo i due hanno in comune anche la stessa malattia nella stessa parte di cuore e il libro che racconta questo grande amore ("Shonny & Me") potrà servire proprio per raccogliere i fondi per le cure. 

Daniela, qual è la malattia con cui convivi da sempre? Come questa sindrome influenza la tua vita? 

"Si chiama Sindrome di Bland White Garland ed è una rarissima cardiopatia congenita che colpisce un bambino su 300 mila. Già a pochi mesi di vita mia madre si è accorta che qualcosa non andava ed è stata trattata anche da visionaria da alcuni medici, che sminuivano la questione. Poi però è emerso che (purtroppo) aveva ragione lei e la diagnosi è arrivata quando avevo sei mesi all'ospedale di Genova. Lì poi ne ho trascorsi altri quattro senza mamma e papà. In pratica la parte sinistra del mio cuore ha una deformazione. Non potevo sforzarmi, saltare e giocare come gli altri bambini, dovevo e devo stare attenta a tantissime cose, persino al caldo e al freddo". 

Fra le cose che molti medici sconsigliavano a mamma e papà, anche l'adozione del cane che tanto desideravi. Eppure loro si sono convinti e hanno fatto bene...

"Sì! Quando avevo 7 anni hanno deciso di realizzare il mio desiderio di avere un cane nonostante alcuni medici la ritenessero una scelta pericolosa per la mia salute. Io e il mio piccolo yorkshire Shooby. Da allora la mia vita è sempre stata accompagnata da un amico fedele e oggi, da più di 11 anni vivo con Shonny, un piccolo meticcio che non solo mi ha riempito la vita, ma mi ha anche convinta a fare quella difficile operazione al cuore che rifiutavo". 

L'intervento qui a Bologna. Un passaggio difficile della tua vita che è stato però anche una svolta...

"Nel 2013 ho iniziato a stare male seriamente e le mie condizioni erano davvero peggiorate. Mi hanno detto di venire a Bologna, al Policlinico Sant'Orsola oppure di andare a Parigi, all'ospedale Pompidou: forse qui avrebbero potuto fare qualcosa che potesse salvarmi. Quando sono arrivata al reparto di cardiologia pediatrica al padiglione 23 (nonostante avessi già compiuto ben 34 anni!) a prendersi cura del mio cuore è stato il professore Gaetano Gargiulo, al quale devo la vita. Il giorno prima dell'intervento ho sentito che no, non lo avrei fatto perchè ero troppo stanca e perchè le probabilità che l'operazione riuscisse erano davvero troppo basse. Ho improvvisato una scusa: non davo il consenso per eventuali trasfusioni. Era questo il modo con il quale ho cercato di sabotare quell'opportunità preziosa. Ma non c'è proprio nulla che la tenga qui? Mi ha chiesto lui. Muovevo nervosamente fra le mani il mio telefonino e il display si è acceso facendo apparire la foto salvaschermo, quella del mio Shonny. Ecco, forse era lui il motivo per non mollare. Cosa avrebbe fatto, poverino, senza di me?". 

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(Daniela davanti al padiglione 23 del S.Orsola con il "suo" Oss

Quando ti sei risvegliata hai capito che ce l'avevi fatta. Come è stato? 

"L'operazione era riuscita, ma il mio problema non è risolto e presto dovrò sottopormi a un nuovo intervento. Ho pensato però che la mia esperienza avrebbe potuto dare forza a qualcun'altro e ho deciso di raccontare in un libro la storia mia e del mio cane Shonny, che in qualche modo mi ha fatto scegliere di vivere. Ho pensato di mettere tutto nero su bianco e proprio qui a Bologna (dove di fato è ambientato) ho iniziato a scrivere il nostro libro. Mai avrei pensato che, poco tempo dopo, tutto il ricavato di questo progetto mi sarebbe servito per sostenere le cure del mio cagnolino".

Salvare Shonny che, destino ha voluto, si è ammalato proprio al cuore e proprio nello stesso modo in cui lo sei tu...

"Credevo bastasse la mia malattia, non avevo mai pensato che un giorno anche Shonny si sarebbe potuto ammalare. Otto mesi fa, al mio cagnolino è stata diagnosticata una malattia degenerativa, per assurdo siamo entrambi malati al cuore, nella sua parte sinistra. Le cure di cui ha bisogno sono molto costose (circa 300/350 euro al mese) e io non vivo nell’oro. Ho pensato che forse vendendo il mio libro avrei potuto raccogliere quello che è necessario per proseguire una terapia che dura (povero Shonny!) dalla mattina presto alla sera. Non so quanto gli resterà ancora da vivere ma farò tutto il possibile (e anche l’impossibile!) affinché sia assistito nel migliore dei modi fino al giorno in cui dovremo separarci per sempre". 

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E come si può contribuire alla causa concretamente? Dove si acquista il libro? 

"Sulla mia pagina Facebook c'è tutto: basta scrivermi per ordinare il libro donando 13 euro. Tutto il ricavato servirà per le cure veterinarie che mi permetteranno di vivere ancora un po' in compagnia del mio amatissimo Shonny, il cagnolino che a modo suo mi ha fatto continuare a vivere". 

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