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Scontri collettivi-polizia in Piazza Verdi, Lega Nord: "Daspo" per gli studenti facinorosi

Come per i tifosi che partecipano a episodi di violenza, la Lega Nord chiede l'espulsione dall'università degli studenti rissosi. Il Questore: "Non ci tiravano fiori, agenti provati"

Dopo gli scontri tra colletivi studenteschi e ofrze dell'ordine di ieri sera, il capogruppo Lega Nord a Palazzo d'Accursio chiede "l'espulsione dall'ateneo bolognese degli studenti facinorosi", una Daspo da applicare come si fa allo stadio con i tifosi violenti, per chi "invece di studiare trasforma la zona di piazza Verdi in un campo di battaglia socio-politica".

IL DASPO. E' una misura di prevenzione applicata a categorie di persone, in questo caso tifosi che partecipano a episodi di violenza, durante le manifestazioni sportive: devono essere identificati e denunciati all'autorità giudiziaria e poi scatta il Daspo, Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive.

IL QUESTORE. "Le forze dell'ordine hanno dimostrato equilibrio e fatto appello al buon senso, senza reagire a un fitto lancio di bottiglie". Lo dichiara il questore Vincenzo Stingone, che ha lodato l'operato di Polizia e Carabinieri che sono entrati a contatto con i collettivi del Cua nella zona universitaria,: "Non ci tiravano fiori, c'é stata una violazione del regolamento comunale, li abbiamo invitati a rispettare le norme e la loro risposta è stata un lancio fitto di bottiglie". Per continuare con i termini sportivi: "al bar siamo tutti allenatori, ma in campo ci andiamo noi" e se "ognuno può avere una propria legittima opinione, non l'abbia con l'approccio della verità in tasca". Anche perché "ci sono dei tempi in cui si può intervenire, ma farlo per esempio alle 11 di sera sarebbe suicida, con il rischio di creare più danni", ha spiegato Stingone, riferendosi agli episodi di degrado che hanno colpito piazza Verdi solo pochi giorni fa. "Anche piccole illegalità non possono essere tollerate, perché diventano poi legalità maggiori". Quello di ieri sera, insomma, "é stato un intervento preventivo" di fronte alla possibilità che in piazza Verdi si suonasse musica amplificata e si svolgesse la preannunciata notte bianca. Stingone non ha taciuto le difficoltà dei propri uomini, provati da stagioni 'calde' come le attuali e soprattutto dalla sentenza di condanna dell'agente Bonfiglio del VII reparto mobile che colpì con una manganellata una manifestante del Tpo: "E' oggettivo che ci sia del malessere, soprattutto quando i problemi sociali diventano di polizia vuol dire che c'é qualcosa che non va", ha riconosciuto il Questore "non è vero che abbiamo la città contro, la stragrande maggioranza delle persone per bene è con noi". Certo è, ha proseguito Stingone, "che da quella sentenza c'é timore di sbagliare. Un timore umano, le situazioni di criticità sono reiterate e io ho voluto tranquillizzare i miei uomini".

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