Daspo urbano ai senzatetto in viale Masini: 'Reato di povertà?'

La reazione della politica dopo il provvedimento di Daspo urbano, contraria la sinistra e alcuni esponenti PD. Per la Lega "è solo l'ennesimo spot"

Foto archivio

"A Bologna si preferisce reprimere e nascondere la povertà". A dirlo è l'On. Giovanni Paglia di Sinistra Italiana dopo la notizia del provvedimento contro 10 persone che bivaccavano in viale Masini: "Daspo urbano contro 10 persone che dormivano sotto i portici, leggerlo mi fa molto male. Le nostre città un tempo provavano a dare un tetto a chi non ne aveva uno, mentre ora si preoccupano di cacciarlo lontano dagli occhi. Resta da capire se sia peggiore il mandante Minniti o i tanti sindaci esecutori". 

"Nella Bologna diventata City of Food, vetrina per i turisti, essere poveri è un reato da punire" è la considerazione di Paolo Brugnara, segretario metropolitano di Sinistra Italiana "con il plauso dell'Amministrazione comunale, anche a Bologna viene sdoganato il Daspo Urbano previsto dal decreto Minniti-Orlando. Un decreto contro il quale ci eravamo opposti perché lesivo della dignità delle persone, soprattutto, come in questo caso, degli ultimi. Un decreto che accentua fortemente la deriva securitaria nel nostro paese e aumenta la diseguaglianza: se non hai una casa, una rete di contatti che ti permetta di trovare un posto dove dormire, non meriti di trovare riparo, di essere aiutato, ma solo punito e allontanato. Così è successo a dieci persone multate e spazzate vie assieme ai loro pochi averi da un portico in cui avevano trovato un minimo riparo. Persone che continueranno ad avere sonno, freddo, fame, bisogni e sogni. Nessun allontanamento, nessuna multa risolverà il problema della loro indigenza, ma semplicemente li toglierà dalla vista di chi vomita odio, nascondendolo dietro a parole come decoro, degrado, sicurezza". 

Di altro tenore l'opinione dei leghisti: "Non ci illudiamo minimamente che Merola si sia svegliato da un pericoloso e vergognoso letargo durato sei anni. Queste misure non risolvono minimamente un problema di dimensioni talmente grandi perché volutamente lasciato libero di espandersi sul nostro territorio - scrive in una nota la capogruppo del Carroccio in Comune Paola Francesca Scarano - l'inutilità dei fogli di via e daspo, se poi non vi sono i mezzi per fare i controlli è evidente a tutti, se Merola vuole fare qualcosa di veramente utile, dovrebbe farsi portavoce presso il Governo Centrale per porre fine alla immigrazione incontrollata e clandestina che ci flagella". 

È solo l'ennesimo spot - prosegue la consigliera leghista Lucia Borgonzoni - mal riuscito, che il sindaco prova a mettere in piedi per cercare di rifarsi la faccia davanti ad una città colpita da un forte problema legato alla sicurezza. Come si può pensare di arginare fenomeni come quelli riportati e compiuti da gente irrintracciabile e che non ha di fatto nulla da perdere, con dei daspo che nessuno avrà la possibilità di controllare realmente. Il territorio va presidiato giorno per giorno e non preso in giro e illuso. Merola metta pattuglie in strada, chieda l'esercito, illumini le strade e inizi a fare politica seriamente. 

"Sdraiate su materassi e accerchiate da numerose masserizie. Cosa facevano lì quelle persone? Una performance? Un picchetto? Un'installazione artistica? No. Quelle persone sono povere e non hanno un posto dove dormire. E sono state sanzionate e punite per reato di povertà" scrivono in un comunicato congiunto il capogruppo Federico Martelloni e i consiglieri comunali e di quartiere di Coalizione Civica "la nota dell'Amministrazione si conclude così: "al termine della contestazione dei verbali, tutte le persone si sono allontanate consentendo la pulizia dell'area". 
Persone spazzate via, con le poche cose che possedevano. Pulizia è fatta. Per la giustizia toccherà aspettare. 
Siamo così amareggiati e disgustati da questa notizia che anche commentarla ci risulta difficile. 
Del resto l’applicazione del “DASPO urbano” anche a Bologna era nell’aria: il sondaggio telefonico che sta svolgendo il Comune sul tema della sicurezza conteneva già tutta l’adesione della Giunta Merola al vento xenofobo e populista che soffia sempre più forte in Italia e in Europa, un vento che porta a stigmatizzare lo stato di bisogno e la povertà come una colpa. 
Faremo di tutto affinché la Bologna civile si rivolti contro questa guerra ai poveri che ha sostituito l'unica guerra che un'amministrazione decente dovrebbe intraprendere: quella alla povertà e valuteremo inoltre se ci sono i margini per avviare ricorsi contro provvedimenti di questo tipo. 

"Restiamo umani vi prego". Non è d'accordo il consigliere comunale Pd Vinicio Zanetti "sono favorevole ma deve essere attuato verso tutti quelli che delinquono, imbrattano, occupano biblioteche e provocano guerriglia in Piazza Verdi, verso tutti coloro che non hanno rispetto per Bologna", ammonisce via Facebook. Invece "chi dorme sotto i portici ha solo bisogno di una coperta, un te' caldo e magari se vuole un tetto dove ripararsi dal freddo".  Gli fa eco il compagno di partito Francesco Errani: "Una decisione grave e sbagliata, non solo non risolve i problemi ma colpisce chi è in una situazione di difficoltà. Quella dei senzatetto è un'emergenza straordinaria, parliamo di persone con problematiche legate alle dipendenze ma anche donne e uomini in situazione di poverta' relazionale ed economica, senza un lavoro. Serve invece solidarietà e un vero sistema di accoglienza". E poi una nota storica: "Bosch ha dipinto La nave dei folli a metà del 1500. Rappresentava la barca che i maggiorenti delle ricche città olandesi incaricavano di portare lontano poveri, prostitute, disoccupati, disabili. Nel 1200 a Bologna furono costruiti i portici dei Servi in strada Maggiore perchè i poveri immigrati in città avessero un riparo dove dormire. Sono due idee molto diverse di città, a quale vogliamo assomigliare?".

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