Minacce con coltello al titolare del bar, scatta il 'Daspo urbano'

La misura per la prima volta applicata dalla questura di Bologna. Nel 2017 il precedente del Comune su alcuni senza tetto di viale Masini

Anche se non ha condanne passate in giudicato, non potrà mettere piedi nel comune di Bologna, in virtù della sua condotta. E' questa la prima applicazione concreta da parte della questura di Bologna del cosiddetto Daspo Urbano, nella versione dell'ultimo decreto legge nr. 130 del 21 ottobre 2020.

A essere colpito dalla misura un uomo, già con precedenti in materia di stupefacenti, che è stato poi anche denunciato per aver minacciato con un coltello il titolare del bar che frequentava, in via Pasubio. Per il soggetto, 40enne cittadino italiano, con il Daspo urbano scatta il divieto si frequentare il locale e di avvicinarsi allo stesso, per sei mesi.

Prima che fosse approvato il Daspo urbano infatti, queste limitazioni potevano essere imposte soltanto a chi aveva condanne passate in giudicato, adesso basta la denuncia. La misura tuttavia, non compare per la prima volta in assoluto entro i confini comunali. Fece discutere infatti un provvedimento analogo comminato nel 2017 dal comune di Bologna ad alcuni senza tetto stazionanti in viale Masini, misura che scatenò dure polemiche.

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