Cronaca

"Faccio l'operaia per pensare alle mie storie": così nascono i racconti di Debora Dragone

Ha optato per la fabbrica dove le mani sono occupate, ma la mente no. A colloquio con la scrittrice che ha messo nero su bianco uno dei sui viaggi fantastici: 'Bologna molto interessante dal punto di vista dell'occulto, il fantasy mi accompagna da sempre'

Nata in provincia di Taranto nel 1981, ma vive a Bologna da sempre. Debora Dragone, diplomata in ragioneria, ha rinunciato a un lavoro d'ufficio e optato per la fabbrica dove le mani sono occupate, ma la mente è libera di viaggiare nel mondo della fantasia. Vive con Ofelia, la sua gatta nera. A colloquio con la scrittrice che ha messo "nero su bianco" il suo viaggio fantastico: "Kayla la strega bambina" è la sua prima pubblicazione e il secondo capitolo della storia è già in lavorazione.

Il suo libro nasce dall'amore per gli animali...  Beh, io adoro gli animali e questo amore mi accompagna sin dall'infanzia. "Kayla la strega bambina" è il primo lavoro che pubblico, ma nel corso della mia vita ho scritto molte storie, più o meno belle, e in ognuna di loro la presenza degli animali era una cosa quasi obbligata. Li vedo come presenze benigne mandate da un'entità superiore per insegnarci i valori che noi ancora non siamo riusciti a comprendere e per farci capire cos'è l'amore incondizionato. Sono del parere che molti di noi non abbiano ancora avuto la possibilità di farsi toccare il cuore da queste dolci creature e solo per questo si vedono ogni giorno scene terribili di maltrattamenti e abbandoni. I canili pieni sono solo uno degli esempi che ci fa capire che il compito degli animali è ancora lungi dall'essere raggiunto. Hanno ancora tanto lavoro da fare...

Interesse anche per l'occulto? Mi accompagna sin da piccola anche l'interesse per l'occulto. Tutto nacque in realtà da un libro sulla caccia alle streghe che non era assolutamente adatto per la mia età, ma che mi attirò come una calamita. Ho sempre pensato che ci fosse qualcosa di assolutamente reale in quelle storie e questo pensiero mi accompagna ancora oggi. Forse il fatto che non sia mai stata una persona particolarmente coi piedi per terra mi ha aiutato molto a interessarmi a questi argomenti... Ho sempre pensato, e a volte ne sono convinta tutt'ora, che ci sia un mondo che noi non vediamo, un mondo dove abbiamo relegato tutte le creature che definiamo fantastiche nel momento stesso in cui abbiamo smesso di credere alla loro esistenza. E penso anche che se qualcuno è particolarmente fortunato avrà l'occasione in vita di incontrare una di queste creature. Io purtroppo fin'ora non lo sono stata, ma non sono certo una che perde facilmente la speranza!

"Una città molto interessante dal punto di vista dell'occulto Bologna" per Debora cCopertina-2he fin da bambina ha adorato le favole che poi sono state sostituite da libri come "Piccole donne": "il fatto che in quel genere di libri non trovassi niente di ciò che mi piaceva mi ha portata a cercare altrove trovando finalmente l'horror e il fantasy. Sono sicura che avrei intrapreso la stessa strada comunque. Ma ricordo con molto affetto quello che secondo me incarna perfettamente il bibliotecario delle favole! Quando ero alle elementari leggevo ad una velocità spaventosa e ogni settimana i miei genitori mi portavano in una piccola libreria in via Irnerio che ora non c'è più. Il padrone del negozio era un vecchio altissimo e molto magro, con occhiali dalla montatura di tartaruga che gli scivolavano in continuazione sul naso e vestiti che sembravano essere usciti dal secolo scorso. Era un po' gobbo, ma aveva un sorriso dolce. Ricordo che quando entravo lo guardavo senza dire niente e lui senza dire niente mi andava a prendere un libro. I miei genitori mi hanno comprato tutti quei libri e io li ho adorati senza esclusione. Quindi non posso dire che Bologna non mi abbia riservato un po' della sua magia!

Ha scelto di fare l'operaia per poter far vagare la mente in modo più libero.. Il lavoro che faccio è un aiuto e una condanna. Da una parte ho la possibilità di pensare alle mie storie mentre sono a lavorare, mentre dall'altra sono troppo stanca per mettermi a scrivere quando torno a casa. Ho imparato che il mestiere dello scrittore è soprattutto disciplina: è necessario dedicarsi alla scrittura un'ora circa al giorno possibilmente alla stessa ora... Io in realtà sono l'immagine maledetta dello scrittore! Accendo il computer o butto giù qualche appunto su un foglio di carta volante quando vengo colta da un attacco violento di ispirazione; non scrivo per una settimana e in un giorno vado avanti di cinquanta pagine finendo per avere gli occhi pesti e i crampi alle dita...

Come mai ha scelto la letteratura per l'infanzia? La scelta del mio pubblico è stata la cosa più facile che abbia dovuto fare. La mia infanzia è stata segnata da atti di razzismo non proprio piacevoli perchè la mia, negli anni '80, era l'unica famiglia del sud Italia in un piccolo paese di montagna della provincia di Bologna. Alla compagnia delle persone quindi preferivo la compagnia dei libri che non mi prendevano mai in giro e non mi affibiavano nomignoli poco piacevoli. Parlo quindi ai ragazzi perchè spero di dare un po' di felicità a coloro che la cercano; spero di dare loro la possibilità di sentirsi da un'altra parte mentre leggono le mie parole e spero che alla fine capiscano che la vendetta non è mai quello che li farà felici. Ricordo con piacere le ore di svago e di felicità che mi donavano i libri senza chiedermi nulla in cambio e io vorrei fare altrettanto. Solo regalare un po' di felicità a chi la chiede.

Quanto c'è di Debora nel libro? Devo ammettere che qualcosa di autobiografico nel mio lavoro c'è. Kayla è una bambina ordinaria che a un certo punto della sua vita si rende conto di essere straordinaria, di avere un potere immenso e di poter fare e vedere cose che mai si sarebbe aspettata nella sua vita. Per me era la stessa cosa! Sognavo di avere grandi poteri per poter portare la giustizia dove non ve n'era l'ombra, per punire le persone cattive e donare una nuova vita a coloro che avevano subito dei torti. A volte mi succede ancora ora perchè sognare non è una caratteristica dell'infanzia. Anche gli adulti sognano e a mio parere non è mai tempo perso!

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